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La Via Lattea e Andromeda potrebbero già essere in collisione

Maria Trevisan di Maria Trevisan
12 Set 2024 - 12:16
in Magazine
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Le recenti ricerche sul mezzo circumgalattico hanno rivelato che le galassie si estendono molto più lontano di quanto precedentemente stimato. Circa un secolo fa, Edwin Hubble identificò per la prima volta le variabili Cefeidi nella galassia di Andromeda, utilizzandole per calcolare la distanza tra questa e la Via Lattea, confermando così l’esistenza di altre galassie. Questa scoperta aprì la strada a ulteriori studi che hanno portato alla conclusione che Andromeda e la Via Lattea potrebbero essere destinate a una collisione futura. Tuttavia, dato l’enorme spazio tra le stelle all’interno delle galassie, è improbabile che si verifichino veri e propri impatti stellari.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Negli ultimi anni, nuove indagini hanno rivelato che le dimensioni effettive delle galassie vanno ben oltre i confini visibili, suggerendo che la Via Lattea potrebbe già essere in contatto con Andromeda attraverso i loro mezzi circumgalattici. Questi studi indicano che gran parte della massa di una galassia non è concentrata nelle sue stelle ma è distribuita in un vasto mezzo circumgalattico, che si estende fino a centinaia di kiloparsec oltre i confini galattici visibili.

 

Questo mezzo, che contiene circa il 70% della massa barionica di una galassia, escludendo la materia oscura, funge da interfaccia tra le galassie stesse e il tessuto cosmico, la rete che collega tutte le strutture dell’universo. Sebbene sia di grande rilevanza, il mezzo circumgalattico rimane ancora poco studiato, poiché può essere osservato solo indirettamente, ad esempio analizzando l’estinzione della luce dei quasar quando passa attraverso questo mezzo.

 

Le tecnologie d’imaging più avanzate hanno recentemente permesso di esaminare dettagliatamente la galassia starburst IRAS 08339+6517, situata a circa 270 milioni di anni luce dalla Terra. I risultati hanno dimostrato che, mentre le stelle della galassia si estendono fino a circa 7.800 anni luce dal centro, il mezzo circumgalattico raggiunge almeno 100.000 anni luce, confermando la vastità di questa componente invisibile ma essenziale delle galassie.

 

La professoressa Nikole M. Nielsen dell’Università Swinburne ha sottolineato come il mezzo circumgalattico sia fondamentale nel ciclo del gas galattico, influenzando direttamente la formazione stellare e l’evoluzione delle strutture cosmiche. Questo serbatoio di gas agisce come una riserva di materia che alimenta le galassie e regola la nascita di nuove stelle.

 

Un’altra scoperta affascinante è che i mezzi circumgalattici delle nostre vicine cosmiche più prossime, Andromeda e la Via Lattea, potrebbero già essere in contatto e interagire tra loro, come suggerito da recenti studi pubblicati su Nature Astronomy. Questo potrebbe implicare che le due galassie stiano già iniziando a influenzarsi molto prima della loro futura collisione fisica.

 

Queste scoperte non solo ampliano in modo significativo la nostra comprensione delle dimensioni delle strutture galattiche, ma offrono anche nuove prospettive sull’interazione dinamica tra galassie. Il mezzo circumgalattico emerge così come una componente fondamentale per capire meglio l’evoluzione e la struttura dell’universo. (METEOGIORNALE.IT)

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