
(METEOGIORNALE.IT) Le inondazioni devastanti che hanno colpito la Thailandia nelle ultime settimane hanno causato sofferenze innumerevoli, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone e mettendo in luce l’urgenza di trovare soluzioni durature per affrontare gli effetti del cambiamento climatico. In un anno in cui le piogge monsoniche sono state particolarmente intense, le autorità hanno dichiarato che queste sono le peggiori inondazioni registrate negli ultimi decenni.
Secondo Thanapon Piman, ricercatore senior presso il SEI Asia Center, il cambiamento climatico ha avuto un impatto decisivo nel peggioramento della situazione. In particolare, il fenomeno de La Niña, che comporta un raffreddamento delle acque dell’Oceano Pacifico, ha amplificato le precipitazioni. A Chiang Rai, ad esempio, le piogge di agosto sono state dal 40% al 50% superiori rispetto alla media stagionale. La città di Mae Sai, in particolare, ha subito ben sei eventi alluvionali in un solo mese, un fatto senza precedenti.
La situazione è stata ulteriormente complicata dal passaggio del Tifone Yagi a metà settembre, che ha colpito duramente non solo la Thailandia ma anche altre nazioni del Sud-est asiatico, tra cui il Vietnam, le Filippine, il Laos e il Myanmar. In Thailandia, più di 150.000 famiglie sono state colpite, con 46 vittime confermate dal Dipartimento per la Prevenzione e Mitigazione dei Disastri. Thanapon Piman ha sottolineato come l’eccessiva pioggia abbia saturato il terreno, rendendolo incapace di assorbire ulteriori precipitazioni, peggiorando così gli effetti delle inondazioni quando il tifone è arrivato.
Anche il Nord della Thailandia ha subito pesanti conseguenze. A Chiang Mai, le inondazioni hanno interrotto i collegamenti ferroviari con Bangkok e provocato frane che hanno bloccato le strade. A Chiang Rai, le inondazioni sono durate settimane, colpendo oltre 1.268 famiglie. Molti abitanti hanno descritto come l’acqua abbia raggiunto livelli all’altezza della vita, lasciando poi strade e abitazioni invase da fango denso.
A Mae Sai, i parenti dei residenti sono accorsi da tutto il paese per fornire aiuto, ripulendo le case danneggiate. Il Tempio Buddista Wat Tham Pha Chom, situato su una collina, è diventato un rifugio per centinaia di persone, offrendo loro cibo, acqua e vestiti, grazie a donazioni e aiuti governativi.
Arisara Lekkham, docente alla School of Law dell’Università Mae Fah Luang, ha sottolineato la necessità di un piano strutturato e a lungo termine per la gestione delle inondazioni. Ha proposto che la gestione diventi una priorità permanente, non solo una risposta stagionale. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di implementare sistemi di allerta precoce e migliorare le misure di soccorso per le comunità vulnerabili.
Le inondazioni in Thailandia, così come negli altri paesi della regione, mettono in luce la gravità degli effetti del cambiamento climatico e la necessità di azioni concrete per mitigare tali disastri in futuro. (METEOGIORNALE.IT)
