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L’uragano passa sulle Bermuda: ora è atteso un indebolimento

Gianna Mauro di Gianna Mauro
17 Ago 2024 - 20:37
in Cronaca Meteo
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Alle prime ore del mattino di sabato 17 agosto, l’enorme e irregolare occhio dell’uragano Ernesto ha colpito l’isola di Bermuda. I dati ufficiali sono stati raccolti presso il Museo Nazionale di Bermuda, situato su una delle isole settentrionali dell’arcipelago. Durante la notte, i venti provenienti da est hanno soffiato con una forza sostenuta di circa 137 km/h, mentre le raffiche hanno raggiunto i 160 km/h. Dopo le 6:00, i venti si sono attenuati, cambiando successivamente direzione verso ovest.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Nel corso della giornata, l’uragano Ernesto si è allontanato gradualmente verso nord, favorendo un miglioramento delle condizioni atmosferiche. L’ingresso di aria secca nel sistema ha limitato un’ulteriore intensificazione del ciclone, erodendo la parte posteriore del fenomeno. Tuttavia, si continueranno a verificare venti rafficati e piogge intense sull’isola, benché di minore intensità rispetto alla fase iniziale della tempesta.

 

Per domenica 18 agosto si prevede un miglioramento significativo delle condizioni meteo a Bermuda, ad eccezione delle zone costiere dove l’alta marea e le forti onde, alimentate da Ernesto, continueranno a far sentire i loro effetti. Anche la costa orientale degli Stati Uniti sta subendo le conseguenze dell’energia liberata da questo vasto uragano. Le condizioni marine resteranno pericolose, con correnti costiere intense che continueranno a colpire le spiagge atlantiche fino all’inizio della prossima settimana, provocando erosione costiera fino a quando le onde generate da Ernesto non si calmeranno.

 

Ernesto si trasformerà progressivamente in un sistema non tropicale mentre prosegue il suo cammino verso l’Atlantico settentrionale. Le aree più orientali del Canada atlantico potrebbero avvertire gli effetti residui dell’uragano.

 

Il picco della stagione degli uragani nell’Atlantico in genere inizia intorno al 20 agosto, ma quest’anno non sembrano esserci sistemi attivi in quella data. L’aria secca e la polvere del Sahara continuano a dominare l’Atlantico tropicale, e l’insolita traiettoria settentrionale delle perturbazioni che si staccano dall’Africa mantiene tranquille le acque atlantiche. (METEOGIORNALE.IT)

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