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      Home ยป Una circolazione oceanica meno intensa potrebbe accelerare i cambiamenti climatici
      Cambiamento climatico

      Una circolazione oceanica meno intensa potrebbe accelerare i cambiamenti climatici

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 10/07/2024
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      3 Min Lettura
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      Con lโ€™avanzare dei cambiamenti climatici, si prevede un indebolimento โคsignificativo della circolazione oceanica globale.โ€‹ Inโฃ passato,โฃ si riteneva che questoโ€Œ rallentamento diminuisse la capacitร  degli โคoceani โ€‹di assorbire anidride carbonica โขdallโ€™atmosfera. โ€ŒTuttavia,โค si pensava anche che โคunaโ€ circolazione piรน lenta comportasse un minor rilascio di carbonio dalle profonditร  โ€Œoceaniche, mantenendo comunque un ruolo degli oceani nel ridurre le emissioni di carbonio โ€Œatmosferico, sebbene aโ€‹ un ritmo ridotto.

       

      Recentemente, una ricerca pubblicata dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha messo in โ€discussione questa teoria. Lo studio suggerisce cheโค una circolazione oceanicaโค piรน debole potrebbe,โค al contrario, aumentare la quantitร  di carbonioโ€ rilasciato dalle profonditร  oceaniche nellโ€™atmosfera. Questa scoperta โ€Œha importanti implicazioni sulla capacitร  degli oceani di immagazzinare carbonio โ€Œe mitigare i cambiamentiโ€‹ climatici.

       

      Jonathanโ€‹ Lauderdale,โ€ ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra, Atmosferiche e โ€Planetarieโข del MIT,โค ha sottolineato lโ€™urgenza diโ€‹ ridurre proattivamente le emissioni. โ€œNon possiamo affidarci agli oceani perโ€‹ immagazzinare carbonio nelle profonditร  oceaniche in risposta ai futuri cambiamentiโฃ nella circolazione,โ€ ha affermato Lauderdale.โ€‹ โ€œDobbiamo essere proattivi โ€nel tagliare le emissioni ora, anzichรฉ contare su questiโ€Œ processiโค naturali โฃper guadagnare tempo nella mitigazione dei cambiamenti โ€‹climatici.โ€

       

      Nel 2020, Lauderdale โ€aveva condotto uno studio che esaminava le interazioni tra nutrienti oceanici, organismi marini eโ€‹ ferro, e il loro impattoโข sulla crescita del fitoplancton aโค livello globale. Il fitoplancton, che vive sulla โฃsuperficie oceanica, assorbe anidride carbonica dallโ€™atmosferaโ€Œ attraverso laโข fotosintesi, contribuendo significativamente al sequestro del carbonio degli oceani.

       

      Utilizzando un semplice modello โ€œaโฃ scatolaโ€ per rappresentare diverse condizioni oceaniche, il team di Lauderdale dimostrรฒ che lโ€™aggiunta โฃdiโ€‹ ferro extra agli oceani nonโค aumentavaโค significativamente โฃla crescita globale del fitoplanctonโค a causa del ruolo limitante dei ligandi, molecoleโค organiche โฃche rendono il ferro solubile e disponibile al fitoplancton.

       

      Dopoโ€‹ averโ€ pubblicato loโค studio, Lauderdale estese il modello a scatolaโ€Œ perโ€ includere lo scambio โ€Œdi carbonio tra oceanoโ€‹ e atmosfera e ambienti piรน diversificati, come il Pacifico, lโ€™Atlantico del Nord e lโ€™Oceano Australe. Testando diverse intensitร  di circolazioneโฃ oceanica,โข siโ€Œ aspettava che una circolazione piรน debole risultasse in meno CO2โ€‹ atmosferica, una relazione โฃsupportata daโข studi precedenti. Invece, scoprรฌ il contrario: una circolazione piรน debole portava a piรน CO2 nellโ€™atmosfera.

       

      Questa โ€‹tendenza inaspettataโข era dovuta a variazioni nelle concentrazioni di ligandi. Quando Lauderdale impostava le concentrazioni di ligandi comeโฃ costanti, il modello tornava alla relazione prevista. Tuttavia, dati reali, come quelli del โฃprogramma GEOTRACES, mostravano โ€Œche le concentrazioniโข di ligandi variano tra le regioni oceaniche,โ€‹ supportando la โ€nuova scoperta che una circolazione oceanica piรน debole non diminuisce ma aumenta il rilascio di carbonio dagli oceani all’atmosfera, costituendo un potenziale ulteriore impulso al riscaldamento climatico.

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