Sviluppato un innovativo metodo di sequestro del carbonio per combattere il cambiamento climatico
In un recente studio pubblicato sulla rivista ACS Sustainable Chemistry & Engineering, un gruppo di ingegneri dell’Università del Texas ha presentato

In un recente studio pubblicato sulla rivista ACS Sustainable Chemistry & Engineering, un gruppo di ingegneri dell’Università del Texas ha presentato un metodo innovativo per l’ immagazzinamento del carbonio , che promette di essere più efficace rispetto alle tecnologie attuali. Questa nuova tecnica, sviluppata dopo cinque anni di ricerche guidate dal professore associato di ingegneria meccanica Vaibhav Bahadur, potrebbe essere applicata in molte più aree del mondo, ampliando così le possibilità di lotta contro i cambiamenti climatici.
Il processo ideato dal team di Bahadur consiste nel catturare il carbonio dall’aria e trasformarlo in idrati, solidi composti da anidride carbonica e acqua, per poi stoccarlo nei fondali oceanici. Questo metodo non richiede l’uso di acceleranti chimici e riduce il rischio di fughe di carbonio, un problema comune ad altre tecniche di sequestro del carbonio. A differenza dei metodi più diffusi, che prevedono l’iniezione di carbonio nel suolo e necessitano di specifiche caratteristiche del terreno, la soluzione proposta da Bahadur utilizza l’oceano come deposito, estendendo significativamente il raggio d’azione del sequestro del carbonio a livello globale.
Bahadur ha sottolineato l’importanza cruciale della lotta ai cambiamenti climatici, definendoli la principale sfida per l’umanità. Ha evidenziato come il cambiamento climatico possa avere ripercussioni devastanti in tutto il mondo, rendendo indispensabili soluzioni efficaci come la cattura e il sequestro del carbonio, visti come una sorta di “polizza assicurativa” contro future catastrofi ambientali.
Secondo lo studio, il team ha incrementato la produzione di idrati di sei volte, accelerando la possibilità di stoccare carbonio in modo efficiente per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Tuttavia, Mark Hamalian, studente di dottorato in ingegneria meccanica, ha evidenziato che, nonostante l’efficacia del loro metodo, la lotta al riscaldamento globale richiede un impegno più ampio e la ricerca di ulteriori soluzioni.
Awan Bhati, autore principale dello studio, ha messo in luce che la capacità attuale di cattura e stoccaggio del carbonio nel mondo si attesta tra i 40 e i 50 megatonnellate, mentre per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, che prevede emissioni nette zero di carbonio entro il 2050, sarebbe necessario sequestrare e immagazzinare tra i 10 e i 40 gigatonnellate di carbonio all’anno.
Bahadur ha inoltre annunciato che il suo team sta lavorando alla commercializzazione della loro tecnologia, avendo già presentato il metodo a diverse compagnie nel settore petrolifero e del gas. Egli si è detto orgoglioso del lavoro svolto e ottimista riguardo al potenziale impatto che la ricerca del suo gruppo potrà avere sull’umanità.
