Studiare il ghiaccio per conoscere il clima del passato e prevedere il futuro del riscaldamento climatico
Nell’estate del 2024, che si preannuncia come la più calda mai registrata, con temperature che potrebbero superare i record precedenti, gli scienziati si

Nell’estate del 2024, che si preannuncia come la più calda mai registrata, con temperature che potrebbero superare i record precedenti, gli scienziati si stanno avventurando nelle regioni più fredde del pianeta per recuperare preziose testimonianze ghiacciate dell’atmosfera terrestre di centinaia di migliaia di anni fa. Questa ricerca, condotta in luoghi estremi come le calotte glaciali, utilizza una tecnica sofisticata nota come carotaggio del ghiaccio . Questo metodo permette di estrarre cilindri verticali di ghiaccio, accumulatisi attraverso secoli di nevicata, che funzionano come capsule del tempo, conservando dettagli inestimabili sul clima passato del nostro pianeta.
Il professor Kurt Cuffey, paleoclimatologo e docente presso l’Università della California a Berkeley, sottolinea l’importanza di questa tecnica, originariamente sviluppata per l’industria petrolifera, ora fondamentale per lo studio dell’atmosfera antica e delle dinamiche climatiche. Ogni strato di ghiaccio raccolto racconta una storia, offrendo una visione diretta delle condizioni atmosferiche del tempo in cui la neve si è depositata e successivamente trasformata in ghiaccio.
In Groenlandia, circa l’80% dell’isola è coperto da una calotta glaciale, luogo ideale per questa ricerca. Qui, scienziati da tutto il mondo si riuniscono per il progetto East Greenland Ice-core Project (EastGRIP), un’iniziativa che mira a migliorare la nostra comprensione della dinamica dei flussi di ghiaccio e del clima passato.
Il fisico e paleoclimatologo Sune Olander Rasmussen, affiliato all’istituto Niels Bohr di Copenhagen, ha illustrato come dal cilindro di ghiaccio, del diametro di circa 12-15 cm, si possano estrarre informazioni cruciali sul clima antico. Le bolle d’aria intrappolate nei vari strati di ghiaccio, che si sono formate dalla compressione della neve in ghiaccio, contengono campioni dell’atmosfera passata, permettendo agli scienziati di misurare i livelli di gas serra, come il diossido di carbonio e il metano , e di confrontarli con i livelli attuali.
Questi dati non solo offrono una ricostruzione delle temperature atmosferiche passate, ma rivelano anche tracce di eventi vulcanici, spesso non visibili ad occhio nudo. Comprendere la scienza, la fisica e i fatti concreti di come e perché il clima è cambiato in passato è fondamentale per prevedere cosa potrebbe accadere in futuro. Cuffey esprime grande fiducia nelle previsioni climatiche attuali, grazie agli studi condotti su questi eventi passati.
La Terra ha vissuto molte ere glaciali, intervallate da periodi di temperature più elevate, chiamati interglaciali, durante i quali i livelli di diossido di carbonio erano più alti. Attualmente ci troviamo in un periodo caldo, ma questa volta, secondo gli scienziati, la situazione è diversa. Rasmussen avverte che stiamo spingendo il sistema climatico in un territorio inesplorato, a causa dell’incessante consumo di combustibili fossili.
Le informazioni estratte dai carotaggi del ghiaccio rappresentano solo una parte del puzzle per comprendere il sistema climatico del nostro pianeta. Altri dettagli possono essere raccolti da anelli degli alberi, carote sedimentarie prelevate dai fondali oceanici e lacustri, nonché da fossili, tutti elementi che contribuiscono a una comprensione più completa e dettagliata del nostro ambiente.
