
Il processo utilizzato, noto come elettrocatalisi, non solo evita l’emissione di ulteriori quantità di CO₂, ma offre anche la possibilità di utilizzare energia rinnovabile intermittente, come quella solare o eolica, per produrre elettricità che può essere trasformata e immagazzinata sotto forma di metano. Questo approccio potrebbe rivoluzionare il modo in cui gestiamo e utilizziamo l’energia, permettendo una maggiore flessibilità e sostenibilità.
Il dottorando Mahdi Salehi, del laboratorio di Elettrocatalisi di McGill, ha spiegato che i nanocluster di rame sono in grado di trasformare la CO₂ atmosferica in metano. Una volta utilizzato il metano, la CO₂ rilasciata può essere nuovamente catturata e convertita in metano, creando un ciclo chiuso di carbonio che non aumenta la quantità di CO₂ nell’atmosfera. Questo ciclo rappresenta un notevole passo avanti nella lotta contro il riscaldamento globale.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Applied Catalysis B: Environment and Energy, ha beneficiato delle strutture del Canadian Light Source presso l’Università di Saskatchewan. Durante gli esperimenti, i ricercatori hanno testato catalizzatori di rame di diverse dimensioni, dai più piccoli con solo 19 atomi ai più grandi con 1000 atomi, per osservare come le dimensioni influenzassero il meccanismo di reazione.
I risultati preliminari indicano che i nanocluster di rame di dimensioni estremamente ridotte sono particolarmente efficaci nella produzione di metano. Questa scoperta sottolinea l’importanza della struttura e della dimensione dei nanocluster nel determinare l’esito della reazione.
Il team di ricerca è determinato a continuare a perfezionare il catalizzatore per aumentarne l’efficienza e esplorare applicazioni su scala industriale. L’obiettivo è quello di aprire nuove vie per la produzione di energia pulita e sostenibile, offrendo una soluzione concreta e innovativa per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.