
La situazione è aggravata dal fatto che dal 2020 la regione dell’Africa meridionale non ha ricevuto precipitazioni affidabili. Questo, combinato con un’evaporazione accelerata dovuta alle temperature più elevate, ha fatto sì che il livello dell’acqua nel Lago Kariba scendesse a livelli estremamente bassi. Secondo l’Autorità del Fiume Zambezi (ZRA), l’ente bi-nazionale incaricato di regolare il lago condiviso, la capacità di stoccaggio utilizzabile del lago è scesa al 11,90%, un calo drammatico rispetto al 31,16% dell’anno precedente.
Le centrali elettriche di Zambia e Zimbabwe, situate rispettivamente sulle sponde nord e sud del Lago Kariba, hanno visto una drastica riduzione della loro produzione. La centrale zambiana, che ha una capacità installata di 1080 megawatt, ora produce solo 98 megawatt, mentre quella dello Zimbabwe, con una capacità di 1050 megawatt, produce 214 megawatt.
Di fronte a questa crisi energetica e alle preoccupazioni per ulteriori riduzioni della capacità produttiva, i due paesi stanno accelerando la transizione verso l’energia solare. Lo Zambia ha firmato un accordo da 2 miliardi di dollari con la compagnia emiratina Masdar per lo sviluppo di progetti solari da 2000 megawatt. Inoltre, ha stretto un accordo con SkyPower Global per la fornitura di 1000 megawatt di energia solare, che beneficerà circa 4 milioni di famiglie zambiane.
Anche lo Zimbabwe sta avanzando nel settore dell’energia solare, collaborando con la China Energy Engineering Corporation per lo sviluppo di una centrale solare galleggiante da 1000 megawatt sul lato zimbabwese del Lago Kariba. Questi sforzi sono parte di una strategia più ampia per ridurre la dipendenza dall’idroelettrico, che è sempre più vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico.