Il motivo per cui questa specie non è comunemente osservata nelle valli potrebbe essere la competizione con altre specie arboree, come i pioppi o alcuni tipi di pini a crescita rapida, che tendono a dominare e spingere l’abete di Engelmann verso le zone più elevate. Laughlin ha rivelato che gli alberi tendono a occupare solo circa il 25% della loro nicchia termica effettiva. Durante la sua ricerca, ha esaminato 188 specie nordamericane, di cui 23 native del Wyoming, scoprendo che molte di esse selezionano intervalli di temperatura più ristretti a causa della competizione e della predazione.
Un’altra scoperta sorprendente è stata che quasi tutte le specie studiate condividono una sovrapposizione in un intervallo di temperatura moderato, intorno ai 12 gradi Celsius. Questo dato è inaspettato poiché generalmente si osservano specie che prosperano in ambienti freddi, caldi o temperati, ma il fatto che coesistano alla stessa temperatura è stato insolito.
Le ricerche di Laughlin suggeriscono che gli alberi sono abituati alle variazioni climatiche del pianeta. Infatti, alcune specie arboree si sono spostate attraverso il continente per 40-50 milioni di anni, non come singoli individui, ma come popolazioni. I loro semi viaggiano su lunghe distanze, spesso grazie all’interazione con gli uccelli, come il Clark’s nutcracker, che aiuta la dispersione dei semi di pino nelle alte altitudini.
Questi studi non solo offrono una nuova prospettiva sulla resilienza e l’adattabilità degli alberi di fronte ai cambiamenti climatici, ma sottolineano anche l’importanza di non abbassare la guardia nella conservazione degli ambienti naturali. Laughlin prevede di continuare le sue ricerche, esplorando la flessibilità degli alberi rispetto alle variazioni delle precipitazioni e ad altri fattori ambientali.