Decifrare l’enigma dell’ozono: l’impatto sorprendente del fumo degli incendi
Uno studio pubblicato il 12 luglio 2024 sulla rivista Science Advances ha esplorato l’impatto degli incendi su vasta scala sulla stratosfera, rivelando

Uno studio pubblicato il 12 luglio 2024 sulla rivista Science Advances ha esplorato l’impatto degli incendi su vasta scala sulla stratosfera , rivelando come questi eventi possano influenzare significativamente lo strato di ozono attraverso l’emissione di aerosol . Queste particelle, una volta raggiunte altezze elevate, innescano reazioni chimiche eterogenee che possono portare sia alla diminuzione che all’aumento dell’ozono in diverse zone della stratosfera. Il fenomeno è stato particolarmente evidente durante i devastanti incendi in Australia del 2019/2020.
Il recupero dello strato di ozono , essenziale per proteggere la vita sulla Terra dalle radiazioni ultraviolette nocive, è stato un obiettivo chiave del Protocollo di Montreal del 1987. Questo trattato internazionale ha contribuito a ridurre la produzione di sostanze dannose per l’ozono, mostrando segnali di miglioramento grazie alla cooperazione globale e alle politiche ambientali. Tuttavia, la stabilità di questo strato vitale è ora minacciata da nuove sfide, come dimostrato dall’aumento degli aerosol stratosferici osservato durante gli incendi australiani.
La ricerca ha utilizzato dati satellitari avanzati e modelli numerici per analizzare il fenomeno del vortice carico di fumo ( SCV ), un potente sistema di trasporto che porta le emissioni degli incendi fino a 35 chilometri di altitudine nella stratosfera. Questo processo ha raddoppiato il carico di aerosol nell’emisfero sud, influenzando la concentrazione di ozono.
Gli aerosol derivanti dagli incendi hanno facilitato reazioni chimiche eterogenee che hanno comportato una riduzione dell’ozono nella stratosfera inferiore , mentre nelle zone più alte, come la stratosfera media , si è osservato un incremento dell’ozono. Questa dinamica ha compensato circa il 40% (fino al 70% in alcuni casi) della perdita di ozono osservata nei mesi successivi agli incendi.
L’importanza di questi risultati risiede nella dimostrazione di un meccanismo inaspettato e cruciale: gli aerosol assorbenti nel fumo degli incendi possono generare e mantenere enormi vortici carichi di fumo che persistono per mesi, influenzando lo strato di ozono in modi diversi a seconda dell’altitudine. Questo sottolinea la necessità di una continua vigilanza e ricerca man mano che progredisce il cambiamento climatico.
Il successo del Protocollo di Montreal nel ridurre le sostanze che impoveriscono l’ozono è stato significativo, ma i nuovi risultati indicano che eventi naturali, intensificati dal cambiamento climatico, rappresentano ulteriori rischi per questo strato fragile. Con l’aumento della frequenza e dell’intensità degli incendi dovuti al riscaldamento globale, la formazione di SCV e il loro impatto sulla stratosfera potrebbero diventare più comuni, minacciando l’equilibrio dello strato di ozono.
