Colpo di scena! L’eruzione del vulcano Hunga Tonga contraddice le aspettative sul riscaldamento globale
L’eruzione del vulcano Hunga Tonga nel 2022, precedentemente ritenuta responsabile dell’aumento delle temperature globali degli ultimi anni, ha in

L’ eruzione del vulcano Hunga Tonga nel 2022 , precedentemente ritenuta responsabile dell’ aumento delle temperature globali degli ultimi anni, ha in realtà avuto un effetto raffreddante sul clima terrestre. Questa scoperta, frutto di uno studio condotto dall’Università Texas A&M e pubblicato il 24 luglio sulla rivista Journal of Geophysical Research: Atmospheres, contraddice le ipotesi iniziali e sottolinea l’importanza delle emissioni antropogeniche come principale causa del riscaldamento globale.
Il team di ricerca, guidato dal dottor Andrew Dessler, scienziato atmosferico e direttore del Texas Center for Climate Studies , ha analizzato i dati satellitari della NASA e della NOAA riguardanti aerosol e vapore acqueo emessi durante l’evento vulcanico. L’eruzione di Hunga Tonga, un vulcano sottomarino, ha immesso nell’atmosfera una quantità senza precedenti di vapore acqueo, aumentando del 10% il contenuto idrico della stratosfera. Nonostante il vapore acqueo sia un potente gas serra, l’analisi ha dimostrato che l’effetto predominante è stato il raffreddamento del clima, simile a quanto osservato in passato con grandi eruzioni come quella del Tambora nel 1815 e del Monte Pinatubo nel 1991.
Le osservazioni satellitari hanno rivelato che l’eruzione ha causato un bilancio energetico negativo, con più energia che usciva dal sistema climatico rispetto a quella che vi entrava, risultando in un leggero effetto di raffreddamento. Questi risultati hanno permesso di scartare l’ipotesi che l’eruzione avesse contribuito al calore estremo registrato nel 2023 e nel 2024, focalizzando l’attenzione sulle emissioni di gas serra di origine umana, aggravate dall’attuale fenomeno di El Niño.
Il dottor Mark Schoeberl, primo autore dello studio e capo scienziato presso la Science and Technology Corporation in Virginia, ha evidenziato l’importanza degli investimenti continui in misurazioni satellitari stratosferiche, essenziali per comprendere dinamiche climatiche complesse come quelle osservate dopo l’eruzione di Hunga Tonga. Tuttavia, ha anche espresso preoccupazione per il rischio di una “deserto di dati stratosferici”, dovuto alla mancata sostituzione di strumenti satellitari critici.
Lo studio ha inoltre sollevato nuove questioni, come la sorprendente bassa produzione di biossido di zolfo dall’eruzione e l’impatto minimo sul buco dell’ozono del 2023, che indica un assottigliamento significativo dello strato di ozono sopra l’Antartide. Questi aspetti sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per approfondire la nostra comprensione dei processi di circolazione stratosferica e affrontare efficacemente le sfide poste dai cambiamenti climatici.
