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Cambiamento climatico: i moderni metodi agricoli intensivi non sono pronti ad affrontarlo

Da oltre⁤ 10.000 anni, l’umanità ha sviluppato l’agricoltura, selezionando piante e​ coltivazioni basandosi su caratteristiche desiderabili ‍per

Da oltre⁤ 10.000 anni, l’umanità ha sviluppato l’agricoltura, selezionando piante e​ coltivazioni basandosi su caratteristiche desiderabili ‍per incrementare la produttività. Tuttavia, i metodi moderni di selezione dei semi hanno spostato l’attenzione​ verso varietà ⁣ad alto rendimento , a scapito dei benefici ambientali che ⁣le⁢ tecniche tradizionali ​portavano, erodendo caratteristiche essenziali per l’adattamento a diversi ambienti, ⁣condizioni di crescita non ottimali e resistenza ai parassiti.

La preservazione di⁤ queste caratteristiche, ‍insieme al supporto agli agricoltori che coltivano varietà diverse, è cruciale per un’agricoltura⁤ sostenibile in risposta⁢ ai ⁤cambiamenti climatici. Yolanda Chen, ricercatrice presso l’Università del Vermont,‌ sottolinea l’importanza di condividere⁢ equamente ‌la biodiversità per rendere i ‍sistemi di semi più sostenibili, dato che molte di queste risorse sono gestite da piccoli agricoltori che spesso non dispongono di adeguati supporti sociali e finanziari.

I piccoli agricoltori ​selezionano ‌i semi ⁣per una varietà di motivi, che vanno dal sapore alla tolleranza allo stress, ⁤fino ‌al valore culturale, non ‌limitandosi solo alla resa. Questa combinazione di selezione umana e naturale ha dato origine a varietà locali, o landraces , che sono meglio adattate ⁣per affrontare minacce ambientali, insetti⁢ e microrganismi locali. Salvando i ‌semi di un raccolto per l’anno successivo, queste varietà salvate sono più capaci di ⁤tollerare lo stress, ⁢crescere con poca acqua⁢ e difendersi dai parassiti, migliorando ad ogni ciclo.

Nonostante ⁢l’ampia diffusione delle landraces,⁣ con milioni di agricoltori‍ che ‍coltivano piante come mais o grano in vari ambienti, i sistemi di ‌semi moderni hanno iniziato a ⁣infiltrarsi ‍nelle culture agricole rurali. Fino alla metà del XX secolo, le pratiche tradizionali rimanevano prevalentemente ‌invariate,​ ma le preoccupazioni legate ‍alla fame e ai‌ deficit⁣ alimentari durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale hanno promosso ⁤sistemi di semi moderni e ⁢un’agricoltura industrializzata. Tra‍ il 1960 e il 2000, la produzione agricola globale è raddoppiata e, dal 2011, tre⁤ aziende controllano più della metà del mercato globale dei semi.

La cosiddetta Rivoluzione ‍Verde ha‌ avuto successo nel ⁢nutrire la popolazione mondiale, ma ha anche comportato una minore partecipazione degli agricoltori, una riduzione delle​ varietà di semi‌ disponibili, oltre a⁣ un aumento dell’uso di pesticidi e fertilizzanti. Alcuni programmi di miglioramento genetico delle piante mirano ora a reintrodurre tratti perduti che migliorano la resistenza a⁢ vari stress e patogeni, utilizzando le landraces come fonti preziose per la selezione ⁤di tratti chiave.

In un mondo in cambiamento, è essenziale sviluppare politiche che supportino gli agricoltori ‌piccoli e preservino le ​varietà tradizionali, connettendo la conoscenza tradizionale e scientifica per coltivare piante‍ capaci di resistere a ⁤vari stress. Questo approccio non solo aiuta a combattere l’insicurezza alimentare, ma promuove​ anche sistemi agricoli più resilienti e sostenibili.