Immaginarlo nel meteo di oggi, con un riscaldamento globale così galoppante, è pressoché impossibile. A volte escono notizie su fantomatiche irruzioni di freddo che potrebbero condizionare la prossima estate. Cosa c’è di vero? Niente di niente, potremmo dire, e sono semplicemente bufale o fake news.

Risale a poco più di 200 anni fa un’annata realmente priva dell’estate, parliamo del 1816. Il clima era ovviamente molto differente da quello attuale, ed è bene dire che nella nostra epoca sarebbe difficilissimo avere qualcosa del genere e imbattersi in un simile evento.
Valorosi studi scientifici hanno messo in luce che, nell’anno seguente a grosse eruzioni vulcaniche, si è verificata una significativa diminuzione dei monsoni estivi asiatici e africani. il 1816 risulta come l’anno immediatamente successivo a notevoli eruzioni, in particolare quella del vulcano indonesiano Tambora.
L’alterazione della tipica circolazione atmosferica sul comparto euro-atlantico appare peraltro correlata ad un incremento delle precipitazioni estive nel Centro-Sud Europa. Le eccezionali anomalie climatiche distrussero in quella particolare estate i raccolti dell’Europa Settentrionale con anche ghiaccio presente.

In Italia in quell’anno cadde persino la neve rossa, probabilmente per via delle ceneri vulcaniche immesse in atmosfera dall’eruzione del Tambora del 1815. Questo vulcano indonesiano fu il principale responsabile delle conseguenze climatiche riscontrate e del relativo raffreddamento emerso.
Influenze dei vulcani sul clima
Le eruzioni vulcaniche tropicali, con l’immissione di notevoli quantitativi di cenere in atmosfera, sono quindi in grado di influenzare il tipico regime piovoso in ambito euro-mediterraneo. Tuttavia, in un passato anche recente ci sono state influenze certe sul clima dopo grandi eruzioni vulcaniche.
Il Monte Pinatubo nelle Filippine, a seguito dell’eruzione del 1991, andò ad emettere quasi 20 milioni di tonnellate di SO2 in stratosfera. Quest’anidride solforosa si è poi diffusa come particelle di aerosol in gran parte del Pianeta, rimanendo per anni.
Diversi studi hanno dimostrato un raffreddamento delle superficie terrestre per un periodo di quasi due anni dopo l’eruzione, quantificato in circa 0,6°C. La tendenza al rialzo termico, già in atto dalla seconda parte degli anni ‘80, si era quindi bruscamente interrotta, anche se per poco.
L’eruzione del vulcano Tonga, registrata nel 2022, potrebbe invece al contrario aver fatto da ulteriore incentivo al riscaldamento globale più rapido degli ultimi anni. Questo sarebbe successo per via dell’eccezionale quantità di vapore acqueo immessa, che contribuisce all’effetto serra.