Una magnetar illumina la galassia del Sigaro
Una scoperta rivoluzionaria nel campo dell’astrofisica
Il 15 novembre 2023, un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), utilizzando i dati raccolti dal satellite Integral dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha identificato un fenomeno astronomico di straordinaria rilevanza: un’improvvisa e intensa esplosione di raggi gamma, durata appena un decimo di secondo, proveniente dalla direzione della galassia M82, nota anche come galassia Sigaro. Questo evento, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature , rappresenta la prima osservazione di un brillamento gigante generato da una magnetar al di fuori del Gruppo Locale di galassie.
• Una scoperta rivoluzionaria nel campo dell’astrofisica
• Le magnetar: i magneti più potenti dell’universo
• Il ruolo cruciale di Integral e del software Ibas
• Un evento raro e prezioso per la ricerca
• La galassia M82: un laboratorio cosmico per lo studio delle magnetar
Le magnetar: i magneti più potenti dell’universo
Le magnetar, una particolare classe di stelle di neutroni risultanti dalle esplosioni di supernove, sono notoriamente i magneti più potenti dell’universo. Questi corpi celesti sono capaci di emettere brevi ma intensissime esplosioni di raggi gamma, che, nonostante la loro brevità, possono raggiungere una luminosità miliardi di volte superiore a quella del Sole. Tuttavia, la loro natura e le cause che generano questi brillamenti giganti rimangono ancora avvolte nel mistero.
Il ruolo cruciale di Integral e del software Ibas
La rilevazione di questo fenomeno è stata possibile grazie all’Integral Burst Alert System (Ibas), un sistema che consente di localizzare in tempo reale lampi di raggi gamma e altri eventi transitori. Integral ha catturato il lampo di raggi gamma per un brevissimo istante, e il software Ibas ha immediatamente determinato la sua posizione, distribuendo l’informazione alla comunità astronomica mondiale in soli tredici secondi.
“Quando Ibas ci ha allertati, abbiamo capito di essere di fronte a qualcosa di eccezionale”, afferma Sandro Mereghetti, primo autore dello studio e ricercatore presso l’INAF di Milano. “Da tempo si sospettava che alcuni lampi di raggi gamma di breve durata potessero essere giant flare provenienti da magnetar nelle galassie vicine, ma non era mai stato dimostrato con certezza.”
Un evento raro e prezioso per la ricerca
Eventi come il brillamento gigante osservato, denominato Grb 231115A, sono estremamente rari. Ne sono stati registrati solo tre in cinquant’anni, rendendo la loro osservazione e studio particolarmente preziosi. “La possibilità di rilevare brillamenti giganti anche in galassie più lontane ci permette di studiarne un maggior numero e in condizioni più favorevoli”, sottolinea Mereghetti.
La scoperta è stata confermata attraverso osservazioni rapide ad altre lunghezze d’onda, che hanno escluso la possibilità che il lampo di raggi gamma fosse causato dalla collisione di due stelle di neutroni, evento che avrebbe generato onde gravitazionali e un intenso bagliore residuo.
La galassia M82: un laboratorio cosmico per lo studio delle magnetar
La galassia M82, osservabile anche con piccoli telescopi, si trova a circa 12 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Orsa Maggiore. La sua elevata attività di formazione stellare la rende un ambiente ideale per la presenza di stelle di neutroni e magnetar. “Non è un caso che questo brillamento gigante provenga da una galassia con un ritmo elevato di formazione stellare”, aggiunge Ruben Salvaterra, coautore dello studio.
