Scienziati creano il primo computer simile al cervello usando acqua e sale

Scienziati creano il primo computer simile al cervello usando acqua e sale

La rivoluzione della⁤ sinapsi artificiale: un passo avanti verso il calcolo neuromorfico ⁣iontronico

Un team di fisici teorici dell’Università di Utrecht, in collaborazione con fisici ⁢sperimentali dell’Università di⁤ Sogang in Corea del Sud, ha⁤ realizzato una sinapsi artificiale che‌ funziona con acqua e⁢ sale, fornendo la prima prova che un sistema che utilizza ‌lo stesso mezzo del nostro‌ cervello può elaborare informazioni complesse. I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa ⁤rivista scientifica⁣ Proceedings⁢ of the National‌ Academy of Sciences .

La rivoluzione della⁤ sinapsi artificiale: un passo avanti verso il calcolo neuromorfico ⁣iontronico

Un​ significativo passo avanti

Nella ricerca di migliorare⁢ l’efficienza energetica dei computer‍ convenzionali, gli scienziati si sono da tempo ispirati al cervello ‌umano, cercando ⁢di emularne la straordinaria capacità in vari ⁤modi. Questi sforzi hanno portato allo sviluppo di computer simili al ⁣cervello, che si discostano dal tradizionale processo binario per abbracciare metodi analogici simili a quelli del nostro cervello. ​Tuttavia, mentre il nostro cervello opera utilizzando acqua e‌ particelle di sale disciolte chiamate ioni come mezzo, la maggior parte dei computer attuali ispirati al cervello si basa su materiali solidi convenzionali.

Questo solleva la domanda: non potremmo ottenere una ​replica più fedele del funzionamento del cervello adottando ⁢lo stesso mezzo? ‍Questa intrigante possibilità ⁢è al centro del nascente‌ campo del calcolo neuromorfico ⁣iontronico.

Nell’ultimo studio pubblicato ⁢su PNAS , gli scienziati ‍hanno dimostrato per la prima volta che un sistema⁢ basato su acqua‌ e sale‌ è ⁤in grado​ di elaborare informazioni‌ complesse, riflettendo la funzionalità del nostro cervello. ‌Al centro di questa scoperta c’è un minuscolo dispositivo di 150 per 200‌ micrometri,​ che imita il‍ comportamento di una sinapsi, un ‌componente essenziale nel cervello responsabile della trasmissione dei segnali tra i neuroni.

Tim Kamsma, dottorando⁤ presso l’Istituto di Fisica Teorica e ⁤l’Istituto Matematico dell’Università di Utrecht e autore principale dello ‌studio, esprime il suo entusiasmo, affermando: “Mentre esistono già sinapsi​ artificiali in grado ‌di elaborare informazioni complesse basate su materiali⁤ solidi, ora⁢ dimostriamo per la prima volta che questo ⁤risultato può essere ‌ottenuto‌ anche utilizzando acqua e⁢ sale”. Egli sottolinea: “Stiamo effettivamente replicando ‍il comportamento neuronale utilizzando un sistema che impiega lo stesso mezzo​ del cervello”.

Il dispositivo, sviluppato ⁢dagli‌ scienziati in Corea e denominato​ memristore iontronico, comprende un microcanale⁤ a forma ⁤di cono ​riempito⁤ con una ⁢soluzione di acqua e sale. Al ricevimento di impulsi elettrici, gli ‍ioni all’interno ⁤del liquido migrano attraverso il canale, portando a variazioni nella concentrazione ionica. A seconda dell’intensità (o durata) dell’impulso, la‍ conduttività del canale ‍si ⁤regola di conseguenza, riflettendo il rafforzamento o l’indebolimento delle connessioni tra‍ i⁤ neuroni. L’entità ⁢del⁢ cambiamento nella conduttanza funge da rappresentazione misurabile del segnale di ingresso.

Un’ulteriore scoperta è ‍che la ⁢lunghezza del canale influisce sulla durata ⁣necessaria affinché i cambiamenti di concentrazione si dissipino. “Ciò suggerisce⁤ la possibilità di personalizzare i canali per trattenere ed elaborare⁢ informazioni per durate variabili, ancora una volta simili ai ⁣meccanismi sinaptici osservati⁤ nel nostro cervello”, approfondisce Kamsma.

Un​ significativo passo avanti

Kamsma⁤ sottolinea la natura fondamentale della ricerca, evidenziando che il calcolo neuromorfico iontronico,‌ pur essendo in rapida crescita,⁣ è ancora agli albori. L’obiettivo⁤ previsto è un sistema⁤ informatico notevolmente superiore in termini ⁢di efficienza ed‌ energia rispetto alla tecnologia odierna. Tuttavia, se questa visione si concretizzerà⁤ rimane al momento speculativo. ‌Nonostante ciò, Kamsma considera la pubblicazione‍ come​ un passo ‍significativo in avanti.

“Rappresenta un‌ avanzamento⁢ cruciale verso computer non solo capaci⁣ di imitare i modelli di comunicazione del ​cervello umano, ma anche di utilizzare lo stesso mezzo”, afferma. “Forse questo ‌alla fine aprirà la strada a ⁣sistemi informatici che ⁤replicano le straordinarie capacità del cervello umano in modo ‍più fedele”.

Il dottorato di ricerca di Tim Kamsma ⁢riceve finanziamenti dalla comunità⁤ Science for Sustainability dell’Università di Utrecht. Attraverso il suo programma di dottorato, la ⁢comunità promuove la ricerca fondamentale interdisciplinare sulla ‍sostenibilità.