Montagne e laghi di lava su Io, la luna di Giove
Scoperte rivoluzionarie sulla luna Io e il gigante gassoso Giove
Recentemente, durante l’assemblea generale dell’European Geophysical Union a Vienna, il principal investigator della missione Juno della NASA, Scott Bolton, ha rivelato nuove scoperte ottenute dalla sonda spaziale. Grazie ai dati raccolti durante due sorvoli ravvicinati della luna Io, gli scienziati hanno potuto creare animazioni che mettono in evidenza due delle sue caratteristiche più spettacolari: una montagna estremamente ripida e un lago di lava dalla superficie liscia come vetro.
• Scoperte rivoluzionarie sulla luna Io e il gigante gassoso Giove
• La diversità dei cicloni polari di Giove
• L’abbondanza di acqua su Giove
Le immagini ravvicinate delle latitudini settentrionali di Io, ottenute a una distanza di circa 1.500 chilometri dalla superficie, hanno permesso di osservare vulcani attivi e dettagli sorprendenti di un lago di lava lungo 200 chilometri, noto come Loki Patera. Le riflessioni speculari registrate suggeriscono che alcune parti della superficie di Io sono lisce come il vetro di ossidiana terrestre.
Le analisi effettuate con lo strumento Microwave Radiometer (Mwr) hanno rivelato che Io presenta una superficie relativamente liscia rispetto alle altre lune galileiane di Giove e che i suoi poli sono più freddi rispetto alle medie latitudini. Questi dati sono fondamentali per comprendere la meteorologia e la struttura interna di Giove.
La diversità dei cicloni polari di Giove
La missione prolungata di Juno ha permesso di avvicinarsi al polo nord di Giove ad ogni orbita, migliorando la risoluzione dei cicloni polari settentrionali. I dati raccolti hanno mostrato che non tutti i cicloni polari sono uguali, con il ciclone centrale del polo nord che presenta una struttura sottosuperficiale diversa da quella degli altri cicloni. Il team Mwr sta lavorando per sviluppare una mappa 3D dettagliata di queste tempeste polari.
L’abbondanza di acqua su Giove
Uno degli obiettivi principali della missione Juno è quello di quantificare la presenza di molecole di ossigeno e idrogeno nell’atmosfera di Giove, per comprendere meglio la formazione del Sistema solare. I dati raccolti hanno dimostrato che l’abbondanza di acqua vicino all’equatore di Giove è circa tre o quattro volte superiore a quella solare rispetto all’idrogeno, confermando che il sito di ingresso della sonda Galileo era una regione anomalamente secca.
Questi risultati suggeriscono che il ghiaccio d’acqua potrebbe essere stato la fonte dell’arricchimento di elementi pesanti durante la formazione di Giove. Tuttavia, la bassa abbondanza di acqua nel nucleo di Giove rimane un mistero che gli scienziati stanno ancora cercando di risolvere.
I dati futuri raccolti da Juno potrebbero fornire ulteriori informazioni sull’abbondanza d’acqua nelle regioni polari di Giove e sulla struttura del suo nucleo. Nel frattempo, la sonda continua la sua missione, avvicinandosi a Io e effettuando sorvoli periodici di Giove, con il prossimo flyby previsto per il 12 maggio.
