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Le guerre mettono a rischio il clima: l'impatto dell'emissione di CO2 durante i conflitti

Le emissioni di ‌carbonio legate ai ⁢conflitti: un impatto da non sottovalutare La crescente militarizzazione e le spese per la difesa stanno‌

Le emissioni di ‌carbonio legate ai ⁢conflitti: un impatto da non sottovalutare

La crescente militarizzazione e le spese per la difesa stanno‌ distogliendo l’attenzione dagli sforzi per ​contrastare il cambiamento climatico. ‌Questa​ è la denuncia fatta da​ alcune ONG ⁣durante un evento a Bruxelles questa settimana. L’European Network‌ against Arms Trade (ENAAT) e il Transnational‌ Institute (TNI) hanno‍ organizzato l’evento‌ in seguito ai dati pubblicati‍ dall’Istituto ‌Internazionale di Ricerca ‌sulla Pace‍ di Stoccolma (SIPRI), che mostrano un​ notevole aumento delle spese militari, per ⁤considerare ⁢l’impatto degli acquisti ⁣pubblici militari europei sul meteo.

Nick Buxton, coordinatore del centro di conoscenza presso⁣ il ⁢TNI, ha citato stime del 2022 di scienziati che hanno trovato‍ l’impronta di carbonio militare totale pari a circa il 5,5% delle emissioni globali. “Le spese militari vanno a carri armati, jet F-35, con Belgio e⁣ Germania in ⁤fila per acquistarli… Ogni volta che‌ vediamo questo aumento nei numeri‍ c’è un enorme aumento delle emissioni di carbonio”, ha affermato Buxton.

Buxton ha‌ sottolineato che l’UE ​sta alimentando le emissioni di carbonio attraverso la militarizzazione, citando le operazioni navali dell’UE nel Mar ‍Rosso e le‌ difese dei confini del blocco⁣ per fermare la migrazione.​ “Dobbiamo‍ esporre al‍ pubblico⁢ europeo come la ⁢politica militarizzi ‌ogni crisi anziché affrontarle”, ha aggiunto Buxton.

Laëtitia⁤ Sédou, responsabile ⁢di progetto presso l’ENAAT, ⁢ha⁣ dichiarato che le spese militari ‍dell’UE sono in crescita dal‍ 2021, passando da ⁣3,32‍ miliardi‌ di euro a 7,67 miliardi di ⁣euro nel 2023. Dal ⁢2017 ‌c’è stato un “cambio di paradigma”, ha detto, ⁤riferendosi al momento in cui ⁣il​ bilancio dell’UE ha iniziato a finanziare l’industria degli armamenti tramite il Fondo Europeo per la Difesa, l’Action in Support of Ammunition Production‌ (ASAP), ⁣l’European Defence Industry Reinforcement through ⁣common Procurement Act (EDIRPA) o il Programma per l’Industria della Difesa​ Europea (EDIP).

La parlamentare Clare Daly (Irlanda/The Left) ha affermato che nulla è più contrario all’azione ⁣per il clima della militarizzazione. “Invece di cercare di costruire ⁣la pace e rafforzare ​la buona volontà, l’UE sta ora dirottando fondi destinati all’azione per il meteo e canalizzandoli verso l’armamento e la militarizzazione, una scelta ‍che​ intensifica solo le tensioni e rende la guerra più⁣ probabile”, ha detto Daly⁤ a Euronews.

L’europarlamentare Mick Wallace (Irlanda/The Left) ha espresso rammarico per il fatto che⁢ le emissioni militari non siano state aggiunte al ‌Global Stocktake ​alla COP28 di Dubai, notando‍ le ‌”molte lacune” ‍nella segnalazione di tali⁣ emissioni. “Dati affidabili sulle emissioni militari sono più cruciali che mai in un momento in cui la spesa militare sta aumentando in Europa, e in effetti ‍a livello globale, ​a​ un ritmo⁢ spaventoso”, ha detto Wallace a Euronews.

Ionela ‍Maria Ciolan, ricercatrice in ⁣materia di sicurezza e difesa⁢ presso il Wilfried Martens Centre for European Studies, ha detto a Euronews⁢ che gli investimenti ⁣nell’industria⁢ della difesa e nella produzione di armi “non​ dovrebbero essere ostacolati” dalle considerazioni sul cambiamento​ climatico. Tuttavia, Ciolan ha suggerito che l’UE potrebbe ‍investire ⁣di più nel rendere più ecologici i suoi eserciti e ridurre l’impronta ambientale delle sue forze armate attraverso la ricerca e lo sviluppo di tecnologie‌ militari a ​basso⁣ contenuto di carbonio e combustibili.