La missione della NASA per distruggere asteroidi continua a dimostrare efficacia
La difesa planetaria: una missione spaziale per proteggere la Terra
Quasi due anni dopo che una navicella spaziale della NASA si è intenzionalmente schiantata contro un asteroide per testare un metodo di difesa planetaria, gli scienziati continuano a osservare i risultati della missione, dimostrando che questo piano potrebbe funzionare quando la Terra avrà bisogno di protezione da un asteroide in arrivo.
• La difesa planetaria: una missione spaziale per proteggere la Terra
• La ricerca continua: nuovi studi e simulazioni
• Le conseguenze dell’impatto: un asteroide trasformato
• Il futuro della difesa planetaria e l’importanza delle missioni spaziali
• La missione Hera e le aspettative degli scienziati
• La protezione del nostro pianeta: una priorità
Il test di deviazione di un asteroide doppio (DART) era una missione della NASA progettata per testare la teoria dell’impatto cinetico, un metodo di difesa planetaria che utilizza un oggetto per cambiare l’orbita di un altro con la forza bruta.
Il 26 settembre 2022, la navicella spaziale delle dimensioni di un distributore automatico si è schiantata contro un piccolo asteroide noto come Dimorphos a una velocità di 20.921 km/h. Dimorphos è un piccolo satellite che orbita attorno a un altro asteroide più grande chiamato Didymos.
Solo due settimane dopo l’impatto, i team del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory (JHUAPL) e della NASA hanno confermato che il primo test di difesa del pianeta è stato un “colpo a segno”, cambiando l’orbita di Dimorphos attorno all’asteroide più grande Didymos di circa 32 minuti.
Non solo l’impatto ha cambiato la velocità orbitale dell’asteroide, ma i telescopi hanno catturato il cambiamento sulla superficie dell’asteroide. Il telescopio spaziale Hubble ha mostrato una grande scia di detriti o “cono di espulsione” proveniente dall’asteroide ore e giorni dopo la collisione. L’illuminazione del sistema Didymos dall’impatto è stata osservata da telescopi terrestri e spaziali per settimane dopo l’impatto, secondo la NASA.
La ricerca continua: nuovi studi e simulazioni
Il più recente studio pubblicato quest’anno su Nature Astronomy ha scoperto che l’impatto di DART ha probabilmente cambiato fisicamente l’asteroide. Gli autori dello studio hanno utilizzato simulazioni per mostrare che il colpo di DART non ha lasciato un segno, ma ha rimodellato l’intero asteroide.
Un team di ricerca internazionale utilizzando il codice di impatto Smoothed Particle Hydrodynamics (SPH) sviluppato dall’Università di Berna in Svizzera per replicare il comportamento dell’asteroide dopo l’incontro devastante con DART.
Sulla base dei cambiamenti osservati dall’impatto di DART e utilizzando simulazioni SPH, gli scienziati ritengono che Dimorphos sia un asteroide “cumulo di detriti” tenuto insieme dalla debole gravità.
Dopo aver eseguito centinaia di simulazioni, il team ha scoperto che, molto probabilmente, invece di lasciare un cratere d’impatto, l’asteroide relativamente debole è stato completamente rimodellato.
Le conseguenze dell’impatto: un asteroide trasformato
“La probabilità è che il cratere sia cresciuto fino a comprendere l’intero corpo stesso”, ha detto l’autrice dello studio Sabina Raducan del Space Research and Planetary Science, Physics Institute dell’Università di Berna.
Gli scienziati non sanno ancora esattamente come l’asteroide abbia reagito al trasferimento di momento, ma una prossima missione dell’Agenzia Spaziale Europea studierà Dimorphos, compresa la misurazione della sua massa. La navicella spaziale Hera dell’ESA sarà lanciata verso il sistema Didymos alla fine del 2024.
Raducan è anche co-presidente del Hera Impact Physics Working Group.
“Hera probabilmente non sarà in grado di trovare alcun cratere lasciato da DART. Quello che scoprirà invece sarà un corpo molto diverso”, ha detto Raducan. “Le nostre simulazioni suggeriscono che Dimorphos ha avuto la sua forma iniziale di disco volante smussata sul lato dell’impatto: se pensi a Dimorphos come a un M&M di cioccolato, ora sembrerebbe che qualcuno ne abbia morso una parte!”
Il team stima che circa l’1% dell’intera massa di Dimorphos sia stata lanciata nello spazio dall’impatto di DART e circa l’8% della massa dell’asteroide sia stata spostata sul suo corpo roccioso.
La missione Hera confermerà sperabilmente i cambiamenti all’asteroide quando arriverà nel 2026.
Il futuro della difesa planetaria e l’importanza delle missioni spaziali
La missione Hera e le aspettative degli scienziati
La missione Hera rappresenta un passo fondamentale per comprendere meglio le conseguenze dell’impatto di DART e per confermare le teorie e le simulazioni degli scienziati. Con il suo lancio previsto per la fine del 2024 e l’arrivo nel 2026, Hera avrà il compito di studiare Dimorphos, misurandone la massa e osservando le modifiche subite a seguito dell’impatto.
La protezione del nostro pianeta: una priorità
La missione DART e i risultati ottenuti finora dimostrano l’importanza di investire nella difesa planetaria. La possibilità di deviare un asteroide potenzialmente pericoloso per la Terra non è più solo fantascienza, ma una realtà concreta che potrebbe un giorno salvare il nostro pianeta da una catastrofe. Le missioni spaziali come DART e Hera sono essenziali per sviluppare e testare le tecnologie necessarie per proteggere la Terra da minacce provenienti dallo spazio.
