Riduzione dei microbi benefici nelle piante causata dal cambiamento climatico
Uno studio internazionale condotto da un team di ricercatori ha evidenziato come il cambiamento climatico possa influenzare negativamente la presenza di

Uno studio internazionale condotto da un team di ricercatori ha evidenziato come il cambiamento climatico possa influenzare negativamente la presenza di batteri benefici per le piante, mettendo a rischio la produttività degli agroecosistemi e la sicurezza alimentare. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Food.
• La ricerca sui batteri benefici per le piante
• Caratterizzazione delle comunità microbiche
• Impatto del clima sulla distribuzione dei PBB
• Modellazione degli scenari climatici futuri
• Implicazioni e prospettive future
• Validazione sperimentale dei modelli
• Innovazioni agricole e sicurezza alimentare
• Importanza della ricerca sui microbiomi
La ricerca sui batteri benefici per le piante
Caratterizzazione delle comunità microbiche
Il team di ricerca, che include il professor Francisco Dini-Andreote, esperto di scienze delle piante presso la Penn State, ha analizzato la distribuzione e l’abbondanza dei batteri benefici per le piante (PBB) prelevati da suoli di tutto il mondo. Utilizzando i dati esistenti del Progetto Microbioma della Terra, i ricercatori hanno identificato i microbi che possono fornire servizi alle piante, come il biocontrollo, la promozione della crescita e la resistenza allo stress.
Secondo Dini-Andreote, i microbi associati alle piante rappresentano un’estensione della capacità metabolica delle piante, spesso definita “il secondo genoma delle piante”. Questa nozione riecheggia il concetto di ologenoma, che considera l’insieme totale dei geni contenuti da un organismo e dal suo microbioma associato per fare inferenze sulla salute e l’evoluzione dell’organismo.
Impatto del clima sulla distribuzione dei PBB
L’analisi ha rivelato diverse tendenze nella diversità dei PBB, inclusi livelli più elevati di diversità e ricchezza nelle latitudini inferiori, con la più alta concentrazione in Nord America e Africa. I ricercatori hanno scoperto che le variabili ambientali locali, in particolare il clima, erano forti predittori della composizione delle comunità di PBB, esercitando un’influenza significativa sulla loro distribuzione.
Modellazione degli scenari climatici futuri
Per indagare come le abbondanze e le distribuzioni dei PBB possano cambiare nel prossimo secolo, i ricercatori hanno modellato diversi scenari climatici basati sulle proiezioni del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici. Sotto lo scenario di sviluppo dipendente dai combustibili fossili, che assume emissioni di gas serra triplicate entro il 2075, il modello ha previsto un declino dei PBB associati al biocontrollo e alla resistenza allo stress dello 0,60 percento in l’80 percento delle regioni globali.
Implicazioni e prospettive future
Validazione sperimentale dei modelli
Dini-Andreote ha sottolineato che studi predittivi come questo sono ampiamente impattanti, ma ha avvertito che i modelli sono limitati e devono essere validati sperimentalmente. Ad esempio, in ambienti controllati, i sistemi pianta-suolo possono essere esposti a condizioni di riscaldamento o siccità, dopodiché i ricercatori possono valutare i cambiamenti basati sull’impatto e l’adattamento delle comunità di PBB rispetto ai controlli.
Innovazioni agricole e sicurezza alimentare
Oltre a informare la ricerca sull’ecologia delle comunità, i ricercatori sperano di stimolare l’innovazione agricola e le applicazioni per aumentare la sicurezza alimentare. Tuttavia, tali innovazioni difficilmente includeranno probiotici del suolo per ripristinare i PBB diminuiti, poiché spesso presentano diversi svantaggi, come la necessità di applicazioni continue.
Dini-Andreote ha offerto un’alternativa, suggerendo di sviluppare strategie per ingegnerizzare le colture in modo da produrre composti che nutrano questi microbi benefici. Attraverso questo approccio, le piante potrebbero reclutare batteri benefici senza la necessità di input esterni di probiotici.
Importanza della ricerca sui microbiomi
“Speriamo che questo articolo serva da catalizzatore per ulteriori studi empirici sui PBB”, ha detto Dini-Andreote. Seth Bordenstein, direttore del One Health Microbiome Center e professore di biologia e entomologia, ha elogiato il lavoro, sottolineando l’importanza di esplorare la frontiera in rapida evoluzione dei microbiomi.
