Scoperta accidentale nell’oceano profondo cambia la nostra comprensione della Terra

Scoperta accidentale nell’oceano profondo cambia la nostra comprensione della Terra

Il ruolo delle faglie trasformi oceaniche nel ciclo del carbonio

Una recente ricerca ha messo in luce l’importanza delle faglie trasformi‍ oceaniche come ⁤significative e precedentemente sottovalutate riserve di CO2,‍ sfidando le concezioni esistenti sul ciclo geologico del carbonio terrestre. Questo studio sottolinea il ruolo cruciale delle ​emissioni geologiche ⁣naturali ⁤nella storia ⁢climatica ⁤della Terra e evidenzia la‌ necessità di una comprensione più approfondita⁢ di questi processi nel ⁤contesto del cambiamento⁣ climatico contemporaneo. Nell’immagine sopra è possibile vedere una fetta di roccia del mantello alterata.

Il ruolo delle faglie trasformi oceaniche nel ciclo del carbonio

Studiare una roccia per‍ leggere la storia della Terra

Le‌ faglie trasformi e‌ il loro ⁢ruolo nel ciclo del carbonio

Emissioni ⁣geologiche e clima

Comprendere il cambiamento climatico attraverso studi ⁢geologici

Studiare una roccia per‍ leggere la storia della Terra

Secondo Frieder Klein, scienziato associato presso il Dipartimento di Chimica Marina e Geochimica dell’Istituto Oceanografico di Woods ​Hole ⁢(WHOI), studiare ​una roccia è come leggere un libro. La roccia ha ‌una storia ⁤da raccontare. Le⁣ rocce analizzate⁤ da Klein e dai suoi colleghi, prelevate ⁤dai fianchi sommersi dell’Arcipelago di ‍San Pietro e ‌San Paolo nella faglia trasformi ⁣oceanica ⁣di San Paolo, a circa 500 km dalla costa del Brasile, raccontano⁤ una ⁤storia affascinante e​ precedentemente ⁣sconosciuta su parti del ciclo geologico​ del carbonio.

Le‌ faglie trasformi e‌ il loro ⁢ruolo nel ciclo del carbonio

Le faglie trasformi, dove le placche tettoniche si muovono l’una accanto⁣ all’altra, sono uno dei tre principali tipi di‍ confini delle placche terrestri e si estendono per ‌circa 48.000 km a⁤ livello​ globale. Gli altri due ‍tipi sono il sistema globale delle dorsali oceaniche (circa⁤ 65.000 km) e le zone di⁣ subduzione (circa 55.000⁤ km). ‌Il​ ciclo ‌del carbonio nelle dorsali oceaniche e nelle zone ⁢di subduzione è stato studiato per ‌decenni.⁤ Al contrario,‍ le faglie trasformi oceaniche‍ sono state relativamente trascurate dagli scienziati. Queste faglie ‍sono state considerate per molto tempo luoghi “piuttosto ⁤noiosi” a causa della bassa attività magmatica presente.⁢ Tuttavia, Klein afferma che le rocce⁤ del mantello esposte lungo queste‍ faglie trasformi oceaniche rappresentano⁤ una potenzialmente vasta riserva di CO2.

La fusione parziale del mantello rilascia CO2 che viene intrappolata⁣ nel fluido idrotermale, reagisce con il mantello più vicino al⁣ fondale marino e viene catturata lì. Questa è una parte del ciclo geologico del carbonio che ⁤non era conosciuta in​ precedenza. Poiché le faglie trasformi ⁤non sono state considerate ⁣nelle stime‍ precedenti dei flussi globali di CO2​ geologica, il‌ trasferimento ⁤di massa di CO2 magmatica al mantello oceanico alterato e all’acqua di mare potrebbe essere ‌maggiore di quanto si pensasse in precedenza.

Emissioni ⁣geologiche e clima

La quantità di CO2 ‌emessa⁤ dalle faglie trasformi è trascurabile rispetto alla quantità di CO2 antropogenica, ovvero prodotta dall’uomo. Tuttavia, su scale‌ temporali ‌geologiche e prima che gli ‌esseri umani emettessero così tanta⁣ CO2, le ‌emissioni geologiche dal mantello terrestre, comprese quelle dalle faglie trasformi, sono state una forza trainante importante per il clima della⁤ Terra. Le⁣ emissioni globali di ​CO2 antropogenica⁢ sono ⁤stimate intorno ai ​36 gigatonnellate ⁢(Gt) all’anno, eclissando le stime delle emissioni ⁢geologiche ⁢medie (0,26 Gt ⁢all’anno) ⁢nell’atmosfera e nell’idrosfera. Tuttavia, su scale temporali geologiche, le​ emissioni di CO2 provenienti dal mantello terrestre sono state fondamentali nel regolare il clima e l’abitabilità della Terra,‌ così come la concentrazione⁤ di carbonio nei serbatoi⁣ superficiali,‍ inclusi⁤ gli oceani, l’atmosfera e la litosfera.

Comprendere il cambiamento climatico attraverso studi ⁢geologici

Per comprendere appieno il cambiamento⁣ climatico ⁤causato dall’uomo nel mondo moderno,⁤ è necessario comprendere le ⁤fluttuazioni naturali del clima nel profondo passato ⁤della Terra, legate a ‌perturbazioni nel ciclo naturale del carbonio terrestre. ​Il lavoro di Klein⁢ e dei suoi colleghi fornisce ⁤intuizioni sui flussi di​ carbonio a lungo termine tra il ‍mantello terrestre e il sistema oceano/atmosfera. Grandi cambiamenti in tali flussi di ​carbonio ⁤nel‌ corso di milioni di anni hanno causato un clima terrestre ⁢molto più⁤ caldo o più⁤ freddo di quello⁢ attuale.

Per⁤ comprendere meglio il ‌ciclo del carbonio tra il mantello⁢ terrestre e l’oceano, Klein, Schroeder e colleghi ​hanno‌ studiato la formazione di⁤ pietre ⁤ollari “e altri assemblaggi contenenti magnesite durante la carbonatazione⁢ minerale del peridotite del mantello”​ nella faglia trasformi di‌ San Paolo. Alimentata dal magmatismo nella zona​ radice ⁤della faglia trasformi e dalla successiva degassificazione, la faglia costituisce ⁣un condotto per i fluidi idrotermali ricchi di CO2, mentre ‍la carbonatazione ‍del peridotite rappresenta ‍una potenzialmente vasta riserva per la CO2 emessa.

I ricercatori sostengono che “la combinazione di basse‍ estensioni di fusione, che⁤ genera fusioni ⁣arricchite di elementi incompatibili, volatili e in particolare⁣ CO2, e la presenza di peridotite nelle faglie trasformi oceaniche crea condizioni favorevoli a una vasta ⁣carbonatazione⁣ minerale”.​ Le rocce sono state raccolte utilizzando veicoli occupati da esseri umani durante ⁢una crociera nell’area nel 2017.

Trovare e analizzare queste ‌rocce ‌”è stato un sogno che si è avverato. Avevamo previsto la presenza di rocce⁣ del mantello oceanico alterate⁣ da carbonati 12 anni fa, ma non siamo riusciti a trovarle da nessuna parte”, dice⁢ Klein. “Siamo andati all’arcipelago per‍ esplorare l’attività idrotermale a bassa temperatura e abbiamo fallito miseramente nel trovare tale attività. ⁤È stato incredibile che ⁤siamo riusciti a trovare queste rocce in una faglia trasformi, perché ​le abbiamo ​trovate per caso mentre ⁣cercavamo qualcos’altro”.