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Scioglimento irreversibile dei ghiacci dell'Antartide orientale: il rischio è concreto, gli effetti disastrosi

Il⁢ punto di non⁣ ritorno ⁢del ghiaccio⁢ antartico Un ‍gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford ha recentemente pubblicato uno ⁢studio che rivela

Il⁢ punto di non⁣ ritorno ⁢del ghiaccio⁢ antartico

Un ‍gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford ha recentemente pubblicato uno ⁢studio che rivela come il Bacino Subglaciale‌ di Wilkes, situato nell’Antartide orientale,‍ sia vicino a un punto di non ritorno verso lo scioglimento irreversibile. Questo bacino contiene una quantità di ghiaccio tale da poter innalzare il ⁢livello globale del ⁢mare di oltre 3 ‍metri, sfidando le precedenti convinzioni sulla sua stabilità. Grazie allo‍ sviluppo di una nuova tecnica di analisi dei dati radar, gli scienziati hanno ⁢scoperto ‌aree prossime allo scongelamento, suggerendo un possibile ritiro dei ghiacciai e un contributo significativo, finora sottovalutato, ⁣all’innalzamento ​del livello del⁤ mare.

Il⁢ punto di non⁣ ritorno ⁢del ghiaccio⁢ antartico

Un contributo significativo all’innalzamento del ⁢livello del mare

La​ temperatura alla base del ghiacciaio

Un mix di ⁣terreno congelato e scongelato

Una nuova ⁢tecnica di analisi dei dati radar

Previsioni migliori per l’Antartide ‍orientale

Un contributo significativo all’innalzamento del ⁢livello del mare

Il cambiamento climatico​ sta portando a un aumento dello scioglimento dei ghiacci ⁢antartici, che si prevede avrà un ruolo importante nell’innalzamento del livello del mare. Tuttavia, la maggior parte degli ​studi scientifici si è concentrata‌ sull’Antartide occidentale, in particolare su aree come il Ghiacciaio Thwaites, dove si è osservato un notevole scioglimento negli ultimi ‌anni.

Nel loro studio, pubblicato‌ su Geophysical Research Letters , i ricercatori di ‍Stanford hanno dimostrato che il Bacino Subglaciale di Wilkes ⁣nell’Antartide orientale, che contiene abbastanza​ ghiaccio da innalzare il livello globale del ⁤mare di più⁤ di 3 metri, potrebbe⁢ essere più vicino a uno scioglimento incontrollato di quanto si pensasse in ‌precedenza.

La​ temperatura alla base del ghiacciaio

Eliza Dawson, dottoranda in geofisica a Stanford e prima autrice dello studio, ha affermato: “Non c’è stata molta ⁢analisi in ‍questa regione – ⁢c’è un enorme volume di ghiaccio lì, ma è stato relativamente stabile. Stiamo guardando per ⁢la prima volta la temperatura alla base della calotta glaciale e quanto⁣ sia vicina ⁣al potenziale scioglimento”.

Il Bacino Subglaciale di‌ Wilkes è grande quanto la California e si svuota nell’Oceano Meridionale attraverso una sezione ‍relativamente piccola della costa.‍ Dawson e i suoi ‍colleghi hanno trovato prove che la base della calotta ‌glaciale è vicina allo ‌scongelamento. Ciò solleva la possibilità ⁣che questa regione costiera, che trattiene il ghiaccio all’interno​ dell’intero Bacino Subglaciale⁢ di Wilkes, ⁣possa essere sensibile anche a piccoli cambiamenti di temperatura.

Un mix di ⁣terreno congelato e scongelato

Ricerche precedenti hanno mostrato che, poiché il terreno in questa regione è​ sotto il livello del mare e pende verso‌ il basso lontano dall’oceano,⁣ il Bacino‌ Subglaciale di Wilkes potrebbe essere particolarmente vulnerabile ‌allo scioglimento irreversibile se​ l’acqua di mare calda ​dovesse penetrare sotto ⁢la calotta glaciale. Dawson e i ​suoi colleghi​ sono i primi a esaminare come la⁤ temperatura attuale alla ⁤base della calotta glaciale nella regione possa aggiungersi a questa vulnerabilità.

Una nuova ⁢tecnica di analisi dei dati radar

I ricercatori⁤ hanno raccolto dati da sondaggi⁣ radar esistenti condotti da aerei che sorvolavano il ghiacciaio.⁢ Gli aerei registrano le‌ riflessioni dei⁤ segnali elettromagnetici​ che hanno attraversato la calotta glaciale‌ e rimbalzato sul terreno sottostante. Dawson e i suoi⁤ colleghi hanno sviluppato una nuova tecnica per analizzare ​questi dati, trasformando immagini trasversali di ghiaccio ‍e roccia in informazioni sulle condizioni di temperatura alla base della ⁤calotta glaciale.

Dustin Schroeder, professore associato di geofisica e di ingegneria elettrica, ha spiegato: “La⁣ temperatura del ghiaccio influisce su quanto il radar viene riflesso in più modi, quindi una singola ⁤misurazione è ambigua. Questo approccio statistico ha coinvolto essenzialmente ‌la scelta di regioni che si potevano assumere fossero congelate o scongelate​ e il confronto di altre firme ⁣radar con esse. Ci ha permesso di dire se⁢ altre aree della calotta glaciale ‌fossero decisamente congelate, decisamente ‍scongelate‌ o difficili da classificare”.

I ricercatori hanno trovato ampie aree di​ terreno congelato e⁢ scongelato intersperse nella regione, ma la maggior parte ⁣dell’area⁣ non poteva essere definitivamente classificata come l’una o l’altra. In alcuni casi, ciò potrebbe essere dovuto a cambiamenti nella geometria della calotta glaciale o ad altre complicazioni nei dati, ma ⁣potrebbe anche significare che ampie sezioni⁤ di terreno sotto la calotta glaciale sono vicine‌ allo scongelamento o ​costituite da aree congelate e scongelate strettamente ‌interconnesse. Se​ quest’ultima ipotesi fosse vera, i ‍ghiacciai nel Bacino Subglaciale di Wilkes⁢ potrebbero raggiungere un punto di non ritorno con solo un piccolo aumento della temperatura alla base della calotta glaciale.

Previsioni migliori per l’Antartide ‍orientale

Diversi modelli​ hanno ⁤previsto futuri molto⁢ diversi per il Bacino Subglaciale di Wilkes e il suo impatto sull’innalzamento del livello⁣ del mare, perché ⁤semplicemente non⁢ c’erano abbastanza dati sulla regione. ‌I ricercatori stanno pianificando di ‍integrare le loro osservazioni della temperatura basate sui radar in un modello della⁤ calotta glaciale per migliorare le previsioni su ‌come la regione evolverà sotto⁢ vari⁤ scenari climatici.

Sperano che il⁢ loro lavoro evidenzi l’importanza di esaminare questa e‌ altre aree dell’Antartide orientale‍ che sembrano stabili, ma ‌potrebbero ⁣svolgere un ruolo significativo nel nostro futuro.

Schroeder ha concluso: “Questa area ha condizioni che⁤ potremmo immaginare ​cambino. E se l’acqua calda dell’oceano arriva lì, attiverà un intero settore⁢ dell’Antartide che normalmente ⁣non consideriamo come un contributore⁤ all’innalzamento⁣ del livello del mare”.

Lo studio è stato finanziato dalla National Science Foundation, dalla National ⁤Aeronautics and Space Administration ⁢e dall’Unione Europea.