Minaccia di invasione di locuste legata a estremi climatici e metereologici
La minaccia delle locuste in un clima che cambia
Le locuste sono considerate uno dei flagelli più antichi e devastanti per l’agricoltura mondiale. Questi insetti migratori, in grado di formare sciami di milioni di individui, possono distruggere intere coltivazioni in pochissimo tempo, causando carestie e gravi crisi alimentari. La loro presenza è stata registrata fin dai tempi biblici, ma oggi, con il cambiamento climatico in atto, la minaccia che rappresentano potrebbe aumentare in modo significativo.
• La minaccia delle locuste in un clima che cambia
• La ricerca sul cambiamento climatico e le locuste
• Il locusta del deserto: un parassita migratorio distruttivo
• Le conseguenze degli attacchi sincronizzati
• La crisi delle locuste del deserto del 2020-2021
• Le condizioni climatiche favorevoli e gli eventi estremi
• Il ruolo del cambiamento climatico
• Le inondazioni e i forti venti come fattori scatenanti
• La proiezione futura e l’adattamento necessario
La ricerca sul cambiamento climatico e le locuste
Recenti studi hanno evidenziato come gli attacchi sincronizzati delle locuste siano strettamente legati agli estremi climatici di vento e pioggia. La ricerca suggerisce che questi attacchi potrebbero diventare più comuni con il cambiamento climatico, portando alla fame in vasti territori dell’Africa, del Medio Oriente e del Sud Asia. Gli autori dello studio prevedono che l’habitat delle locuste potrebbe espandersi di almeno il 5% entro la fine del XXI secolo, anche assumendo ulteriori tagli alle emissioni di gas serra.
Il locusta del deserto: un parassita migratorio distruttivo
L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) definisce la locusta del deserto come “il parassita migratorio più distruttivo al mondo”. Un singolo individuo può mangiare il proprio peso in cibo ogni giorno. Uno sciame può coprire un’area di circa 77 chilometri quadrati. Si stima che uno sciame di un chilometro quadrato, composto da circa 80 milioni di insetti, sia in grado di divorare una quantità di colture sufficiente a sfamare 35.000 persone.
Le conseguenze degli attacchi sincronizzati
Gli attacchi simultanei e diffusi su lunghe distanze creano non solo una crisi alimentare locale dopo che lo sciame ha divorato le colture, ma portano anche a insicurezza alimentare in un’intera regione, minacciando risorse internazionali condivise. L’insetto può volare fino a 150 chilometri in un solo giorno.
La crisi delle locuste del deserto del 2020-2021
Il video sopra mostra lo sciame che scende su un solo villaggio del Sud Sudan durante la “crisi delle locuste del deserto del 2020-2021”, così definita dalla FAO. Ascoltate i villaggi che incitano gli uomini che cercano di respingere gli invasori voraci con bastoni, comprendendo appieno la tragedia che si sta svolgendo. Era passato un quarto di secolo da quando la Somalia e il Kenya avevano assistito a un’impennata così massiccia, con una riproduzione incontrollata per diverse stagioni.
Le condizioni climatiche favorevoli e gli eventi estremi
L’epidemia massiccia è iniziata all’inizio del 2020 quando milioni di locuste hanno preso il volo in tutta l’Africa orientale, il sud-ovest dell’Asia e le regioni del Mar Rosso. La FAO ha affermato che le condizioni climatiche favorevoli hanno permesso una riproduzione diffusa. Una serie di cicloni ha portato piogge intense nelle aree appena a nord del Corno d’Africa.
Il ruolo del cambiamento climatico
Le prove crescenti mostrano che gli eventi di El Niño e La Niña potrebbero aumentare in frequenza e ampiezza e sono associati a maggiori incertezze in un clima che si riscalda. Un clima più caldo porterà ad un aumento diffuso delle epidemie di locuste con nuovi focolai emergenti in Asia centro-occidentale, ponendo sfide aggiuntive al coordinamento globale del controllo delle locuste.
Le inondazioni e i forti venti come fattori scatenanti
Inondazioni e forti venti, come nelle tempeste, possono guidare gli attacchi sincronizzati e stimolare epidemie in nuove regioni. La variazione stagionale delle epidemie è guidata dalla Zona di Convergenza Intertropicale o ITCZ, una fascia tropicale di nuvole e tempeste responsabile delle piogge più intense e che si sposta stagionalmente da nord a sud. E la sua pioggia facilita la riproduzione delle locuste.
La proiezione futura e l’adattamento necessario
Nel lungo periodo, la fascia di pioggia tropicale è prevista spostarsi verso nord sopra l’Africa orientale e l’Oceano Indiano in risposta al cambiamento climatico. Questo potrebbe portare a un’escursione verso nord nella cintura di riproduzione delle locuste, che potrebbe spiegare il previsto spostamento verso nord dell’habitat delle locuste. Le locuste depongono le uova in terreni sabbiosi umidi, quindi la pioggia è essenziale per la loro sopravvivenza e riproduzione. Le uova necessitano di umidità nel suolo per svilupparsi completamente. La pioggia porta anche alla crescita delle piante per nutrire i giovani. Le piogge localizzate fanno sì che le locuste si radunino, accelerando la formazione di uno sciame.
In conclusione, il cambiamento climatico sta modificando gli equilibri ecologici e climatici del nostro pianeta, e con essi anche la distribuzione e il comportamento di specie come le locuste. È fondamentale monitorare questi cambiamenti e adottare strategie di adattamento e mitigazione per prevenire le gravi conseguenze che potrebbero derivare da epidemie più frequenti e devastanti.
