Meteo, avremo uno stravolgimento del Vortice Polare. Gelo e neve come nel 2018?

Federico De Michelis
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Le previsioni meteo dei modelli matematici indicano un potenziale evento di riscaldamento del Vortice Polare di notevole intensità, simile a quello verificatosi nel 2018, che potrebbe portare a un significativo abbassamento delle temperature e a precipitazioni nevose in diverse aree d’Europa. Questo fenomeno è previsto per iniziare il 9 febbraio e potrebbe estendersi eccezionalmente fino al 20 febbraio, con conseguenze atmosferiche che si prospettano fino ai primi di marzo.

 

Le simulazioni matematiche indicano un significativo riscaldamento del Vortice Polare, analogo a quello osservato nel 2018, che all’epoca anticipò un’intensa ondata di freddo verso la fine di febbraio. Questa volta, l’evento si preannuncia per il 9 febbraio, estendendosi eccezionalmente fino al 20 febbraio o oltre, ed è considerato di grande rilevanza. È importante ricordare, però, che si tratta di proiezioni e non di certezze.

Secondo le previsioni globali, si otterranno dettagli sempre più accurati e affidabili sulle implicazioni di questo fenomeno per la circolazione atmosferica a bassa quota. La fase critica di interazione tra la stratosfera e la troposfera è attesa dopo il 20 febbraio, probabilmente non prima del 25, e potrebbe continuare fino all’inizio di marzo.

Situazione attuale
Fase di rapido riscaldamento della Stratosfera.
Episodio culmine di Stratwarming.

Il processo di riscaldamento stratosferico ha suscita grande interesse nella comunità scientifica a causa del suo impatto significativo sul clima del nostro pianeta. Questo fenomeno si verifica principalmente nella Stratosfera polare e le sue cause, sebbene oggetto di dibattito, sono generalmente associate all’influenza del Sole. Le oscillazioni cicliche dell’attività solare esercitano un’influenza diretta sulla temperatura atmosferica, in particolare nella stratosfera polare, attraverso il trasporto di calore dall’Equatore verso i Poli e il riscaldamento indotto dalle onde planetarie.

 

L’effetto immediato del riscaldamento stratosferico è la destabilizzazione del Vortice Polare Stratosferico (VPS), situato nel secondo strato dell’atmosfera a circa 30.000 metri di altitudine. La perdita di vorticità causata dal riscaldamento può portare a una diminuzione della forza del vortice, che normalmente si caratterizza per una circolazione ciclonica intensa. Un riscaldamento particolarmente intenso può causare una trasformazione del VPS da una forma circolare a una ellittica o addirittura spezzarlo in due nuclei, evento noto come Major Midwinter Warming (MMW).

 

Un esempio notevole di MMW si è verificato nel gennaio 2012, con un aumento termico straordinario nella stratosfera polare che ha causato un serio disturbo del VPS. Un fenomeno simile, avvenuto il 12 febbraio 2018, ha portato a un’inversione delle correnti atmosferiche alle basse quote, causando il Buran, un’ondata di gelo siberiano che ha colpito l’Europa.

 

La destabilizzazione del VPS può avere effetti traslati significativi nella troposfera, influenzando le condizioni meteorologiche a livello del suolo. Questi effetti possono includere ondate di freddo e neve, come dimostrato dall’evento del gennaio 2012, che ha avuto ripercussioni al suolo all’inizio di febbraio. Tuttavia, è importante sottolineare che l’assenza di riscaldamento stratosferico non implica necessariamente l’assenza di inverno, poiché la troposfera è influenzata da una varietà di fattori.

 

Ma avremo gelo e neve? Attualmente, non ci sono risposte affidabili, dobbiamo seguire passo, passo l’evoluzione della situazione atmosferica generale. Di certo questa appare come l’ultima chiamata per un inverno che rischia di essere eccezionalmente mite.

 

Il 6 marzo 1971 la nee cadde in pianura nelle regioni tirreniche e la Sardegna come documentato da questo video. Il video successivo è riferito a Sassari, pure tale località ricevette una notevole dose di neve.

 

In conclusione, il riscaldamento stratosferico e i suoi effetti sul clima terrestre rappresentano un campo di indagine cruciale nella meteorologia e nella climatologia moderna. La comprensione di questi processi complessi è essenziale per migliorare le previsioni meteorologiche e per sviluppare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. La ricerca continua in questo settore è fondamentale per avanzare nella nostra conoscenza del sistema climatico terrestre, in un contesto di rapidi cambiamenti climatici.

 

È doveroso seguire con attenzione gli aggiornamenti forniti dai vari centri previsionali, data l’incertezza ancora presente riguardo gli effetti al suolo di questo evento, che promette di avere un impatto significativo a livello europeo per la vastità delle zone interessate e per l’intensità prevista.

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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.