Principali cambiamenti costieri dopo terremoto di magnitudo 7.6 in Giappone, 15 porti inutilizzabili
Il terremoto in Giappone e le sue conseguenze
Il primo gennaio del 2024, un terremoto di magnitudo 7.6 ha colpito la Penisola di Noto in Giappone, causando notevoli cambiamenti nel paesaggio costiero e rendendo inutilizzabili almeno 15 porti. Su circa 70 porti presenti nella Prefettura di Ishikawa, 58 hanno riportato danni di varia entità.
• Il terremoto in Giappone e le sue conseguenze
• Impatto sulle infrastrutture portuali
• La situazione dei pescatori locali
• Le testimonianze dei residenti e i danni riportati
• La storia di Naganori Takashima
Impatto sulle infrastrutture portuali
Secondo quanto riportato dai media statali il 17 gennaio, almeno 15 porti sono diventati inutilizzabili a causa di significative alterazioni del rilievo costiero, che hanno portato all’estensione della linea di costa. L’area più drammaticamente trasformata è la città di Wajima, dove l’innalzamento del terreno sulla Penisola di Noto ha superato i 200 metri dal livello del mare, causando il naufragio di molte navi.
La situazione dei pescatori locali
I pescatori locali, fortemente dipendenti da questi porti per il loro sostentamento, si trovano in circostanze disperate poiché le loro imbarcazioni rimangono ormeggiate. L’emittente pubblica giapponese NHK ha riferito sull’impatto profondo che la catastrofe ha avuto sulla comunità di pescatori. Nel porto di Kuroshima, a Wajima, l’innalzamento del terreno ha esposto una vasta porzione del fondale marino, portando alla morte della fauna marina e ostacolando le attività di pesca.
Le testimonianze dei residenti e i danni riportati
La storia di Naganori Takashima
Uno dei residenti colpiti, l’ottantenne Naganori Takashima, ha condiviso la sua difficile situazione con NHK. La sua casa è stata danneggiata dal terremoto e dal successivo tsunami, e la sua capacità di pescare, che praticava per circa 100 giorni all’anno, è stata gravemente compromessa. Takashima, insieme a circa 16.000 altre persone che rimangono sfollate, ha espresso disperazione per la situazione, temendo una perdita di vitalità nell’area.
La Prefettura di Ishikawa, epicentro del disastro, ha riportato danni vari in 58 porti su circa 70. Il terremoto ha causato almeno 232 vittime, lasciato 21 dispersi e oltre 1.000 feriti. La distruzione si estende a oltre 20.000 abitazioni, con migliaia di altre danneggiate. Interruzioni continue dell’energia elettrica interessano circa 7.800 residenze, e interruzioni dell’approvvigionamento idrico impattano oltre 50.000 famiglie. Le autorità hanno avvertito che questi tagli alle forniture potrebbero persistere fino a due mesi in alcune aree.
Il Comitato di Indagine sui Terremoti del governo sta analizzando attentamente il sisma. I loro risultati suggeriscono che una delle faglie coinvolte si è mossa di poco, sollevando preoccupazioni sulla possibilità che si verifichino terremoti simili o più grandi in futuro.
