Svelato il più antico ippopotamo d’Europa: risolto un mistero del Pleistocene Medio
Il Teschio di Ippopotamo di Cava Montanari
Un recente studio pubblicato il 22 novembre 2023 sulla rivista scientifica PLOS ONE da Beniamino Mecozzi dell’Università Sapienza di Roma e colleghi, ha risolto una lunga confusione riguardante l’età di un fossile chiave. Gli ippopotami moderni, Hippopotamus amphibius, si sono diffusi in Europa durante il Pleistocene Medio, un’epoca geologica che va da circa 770.000 a 126.000 anni fa.
• Il Teschio di Ippopotamo di Cava Montanari
• L’Importanza del Cranio di Tor di Quinto
• Disvelare la Storia degli Ippopotami in Europa
Gli ippopotami moderni sono emersi dagli antenati africani durante il Quaternario, un periodo in cui gli ippopotami erano diffusi in Europa. Tuttavia, i dettagli sull’origine e la diffusione della specie moderna in Europa non sono chiari e sono oggetto di dibattito. In questo studio, Mecozzi e colleghi forniscono nuove intuizioni attraverso l’analisi di un cranio fossile di ippopotamo proveniente dall’area di studio di Tor di Quinto a Roma.
L’Importanza del Cranio di Tor di Quinto
Il cranio di Tor di Quinto, attualmente conservato presso il Museo Universitario di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma, è tra i più completi esemplari di ippopotamo conosciuti dal Pleistocene europeo, ma la sua importanza è stata incerta a causa delle incertezze sulla sua età e sul luogo esatto di scavo originale.
Dopo il restauro del cranio nel 2021, i ricercatori sono stati in grado di analizzare la composizione dei sedimenti trovati all’interno delle cavità del cranio, rivelando una corrispondenza con la locale Formazione Valle Guilia, indicando un’età geologica per questo cranio compresa tra 560.000 e 460.000 anni fa. Le morfologie craniche e dentali hanno inoltre confermato l’identità di questo cranio come appartenente alla specie moderna Hippopotamus amphibius.
Disvelare la Storia degli Ippopotami in Europa
Questa ricerca rivela che questo cranio è il fossile più antico conosciuto di questa specie moderna di ippopotamo in Europa. Questi risultati gettano luce sulla storia degli ippopotami in Europa, rafforzando l’ipotesi di una precoce diffusione durante il Pleistocene Medio e migliorando la comprensione più ampia della storia profonda di questi grandi mammiferi. Gli ippopotami sono specie altamente influenti negli ecosistemi moderni e antichi e sono preziosi indicatori delle condizioni climatiche e ambientali passate.
Gli autori aggiungono: “Il restauro degli scheletri di mammiferi esposti al Museo Universitario di Scienze della Terra, Terra, Sapienza Università di Roma offre nuovi dati per vecchi fossili. Lo studio multidisciplinare del cranio proveniente da Cava Montanari (Roma) ridefinisce la prima diffusione di Hippopotamus amphibius in Europa”.
Il finanziamento per questa ricerca è stato fornito dalla Sapienza Università di Roma attraverso vari progetti di scavo e ricerca, guidati dal Prof. Raffaele Sardella e dal Dr. Beniamino Mecozzi, con contributi anche per rafforzare la condizione professionale dei ricercatori e potenziare il sistema della ricerca del Lazio.
