Il limite di 1,5°C: una sfida per il futuro del nostro pianeta
(METEOGIORNALE.IT) Da anni scienziati e politici ci avvertono che dobbiamo mantenere il riscaldamento globale al di sotto del limite di 1,5°C per evitare gli effetti più devastanti dei cambiamenti climatici. Questo significa che dobbiamo contenere l’aumento delle temperature utilizzando come riferimento la temperatura media globale precedente all’industrializzazione. Attualmente, siamo già oltre 1°C più caldi rispetto ai periodi pre-industriali. La domanda che tutti si pongono è: quando raggiungeremo il limite di 1,5°C e saremo in grado di riconoscerlo quando accadrà?
Il limite di 1,5°C e le sue implicazioni
Il ruolo dell’IPCC e dell’accordo di Parigi
Il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), l’organo delle Nazioni Unite incaricato di prevedere i futuri cambiamenti climatici, stima attualmente che ci sia il 50% di probabilità di superare il limite di 1,5°C entro un decennio. Questo limite è stato riconosciuto nell’accordo sul clima di Parigi del 2015, che impone legalmente agli stati di limitare le emissioni per non oltrepassare questa soglia. Il limite di 1,5°C è da tempo considerato una salvaguardia per prevenire il raggiungimento di un punto di non ritorno, dove i danni sarebbero non solo ingenti, ma potrebbero innescare ulteriori processi di riscaldamento del pianeta, portandoci probabilmente a superare i 2°C con conseguenze catastrofiche, tra cui l’inondazione di molte città costiere e probabili carestie.
La difficoltà nel riconoscere il superamento del limite
Il problema con questo limite è che potremmo non sapere quando lo raggiungeremo effettivamente. Anche nell’accordo di Parigi, non è chiaramente definito il livello attuale in cui ci troviamo, il che rende incerto cosa significhi superare 1,5°C. Inoltre, è possibile che superiamo temporaneamente 1,5°C, per poi rientrare in un periodo di raffreddamento temporaneo prima di risalire nuovamente a 1,5°C. In altre parole, il clima non si muove in modo uniforme, ma in modo irregolare, dove le fluttuazioni climatiche a breve termine come El Niño spesso si intersecano con tendenze a lungo termine come l’aumento delle temperature globali.
Metodi di misurazione e prospettive future
Le stime dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale
L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) è più chiara nel definire quando potrebbe essere superato il limite di 1,5°C. L’organizzazione indica che ora abbiamo circa il 66% di probabilità di superare 1,5°C per più di un anno nel corso dei prossimi 5 anni. Tuttavia, anche questa definizione leggermente più chiara di superamento di 1,5°C cattura solo fluttuazioni a breve termine piuttosto che una tendenza a lungo termine, dato che il clima è spesso più chiaramente comprensibile su decadi.
Il metodo di calcolo dell’IPCC
Le ultime stime dell’IPCC cercano di affrontare questo problema. Hanno esaminato le medie su 20 anni rispetto alle temperature medie del periodo 1850-1900, considerato il punto di riferimento per il clima globale. Il superamento di 1,5°C può essere determinato prendendo il punto medio di periodi di 20 anni misurati. Questo ha il vantaggio di appianare le fluttuazioni climatiche a lungo termine, ma il pericolo è che potremmo non sapere di aver superato 1,5°C fino a circa 10 anni dopo il superamento del limite. In altre parole, appianare il clima a lungo termine ha il rischio di avvertirci in un momento in cui potrebbe essere troppo tardi.
Metodi alternativi e la necessità di un accordo
I metodi necessari devono essere abbastanza rapidi da avere un impatto significativo su come rispondiamo, ma non devono falsamente affermare di aver superato il limite quando le fluttuazioni del clima potrebbero essere temporanee. In altre parole, abbiamo bisogno di misure che siano sia istantanee che catturino tendenze a lungo termine. Esistono diversi metodi statistici di appianamento, così come approcci che tentano di trovare punti chiave nelle tendenze lineari a lungo termine del clima. Alcuni metodi tentano di calcolare la quantità di gas serra da utilizzare come proxy per determinare quali siano le temperature, data la relazione tra gas serra e riscaldamento globale.
Qualunque metodo venga utilizzato, ci sarà la necessità di concordare un insieme di metriche da utilizzare che determinino quando superiamo determinati livelli critici che abbiamo distinto come soglie in grado di prevenire i peggiori effetti dei cambiamenti climatici. Indipendentemente da quando raggiungeremo questo livello, dobbiamo cercare di limitare gli effetti dei gas serra che contribuiscono all’aumento delle temperature globali, ma dobbiamo anche essere pronti a misure adattive più estreme richieste. La nostra tempistica su quando ciò deve avvenire sarà in gran parte determinata da quando supereremo il limite di 1,5°C. Ci stiamo avvicinando a questo limite, ma ora dobbiamo agire rapidamente per concordare su come misurare questo limite. (METEOGIORNALE.IT)
