Studio globale avverte: il 93% del Permafrost potrebbe scomparire entro il 2100

Studio globale avverte: il 93% del Permafrost potrebbe scomparire entro il 2100

Il permafrost⁢ terrestre in pericolo:‍ previsioni allarmanti per ‍il 2100

Un team internazionale di scienziati ha previsto che la‍ maggior parte ​del permafrost vicino ‌alla superficie terrestre⁣ potrebbe scomparire entro il 2100. ‌Questa⁤ conclusione è basata su un confronto⁤ tra gli⁢ attuali‍ modelli climatici e quelli risalenti a 3 milioni di‍ anni fa. Lo studio suggerisce che il permafrost vicino​ alla⁢ superficie potrebbe rimanere solo‌ in ⁢alcune regioni selezionate⁢ come le alture della ‍Siberia orientale, ⁣l’arcipelago dell’alto Artico canadese e la Groenlandia⁣ più settentrionale. Questo drastico cambiamento potrebbe ⁢avere effetti profondi sulla ⁤vita ⁤umana, sull’infrastruttura, sul ciclo⁣ globale​ del carbonio e sui sistemi idrici.

Il permafrost⁢ terrestre in pericolo:‍ previsioni allarmanti per ‍il 2100

Previsioni basate⁣ su modelli climatici​ passati ⁤e presenti

Diminuzione del permafrost

Le regioni in cui potrebbe rimanere il⁢ permafrost

Implicazioni del cambiamento

Analisi comparativa con il periodo caldo del Pliocene medio

Metodi scientifici e risultati

Recostruzione ⁤delle temperature passate

Modellazione computerizzata

Previsioni basate⁣ su modelli climatici​ passati ⁤e presenti

Secondo un gruppo internazionale di⁤ scienziati, la maggior parte del ⁤permafrost vicino alla⁤ superficie terrestre potrebbe scomparire entro ‌il 2100. Questa previsione è stata fatta dopo aver ​analizzato i modelli climatici attuali in relazione al ​clima del pianeta di 3 ‌milioni di ⁤anni fa.

Diminuzione del permafrost

Gli esperti hanno stabilito che il permafrost vicino alla ​superficie potrebbe diminuire del ​93% rispetto ai​ livelli osservati durante il periodo preindustriale,​ che andava dal 1850 al 1900. Questa proiezione si basa sullo scenario di riscaldamento più grave nell’ultimo rapporto del Panel ⁣Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici.

Le regioni in cui potrebbe rimanere il⁢ permafrost

Entro ​il 2100, il permafrost terrestre vicino alla superficie, all’interno dei primi 3-4 metri dello strato di suolo, potrebbe esistere‍ solo nelle alture ⁤della ‌Siberia orientale, nell’arcipelago dell’alto Artico canadese e nella Groenlandia più settentrionale, proprio come accadeva nel periodo caldo del Pliocene ⁢medio.

La ricerca, recentemente pubblicata ⁤sulla rivista Proceedings of the National Academy of⁣ Sciences, è stata⁣ guidata da Donglin Guo dell’Accademia‍ Cinese delle ⁤Scienze e⁣ dell’Università di Scienze ‍e‌ Tecnologia dell’Informazione di Nanchino. Scienziati provenienti ⁢da Stati Uniti, Russia,‍ Regno Unito, Germania, ​Giappone, Canada,‌ Paesi ‌Bassi, Francia e Svezia hanno‍ collaborato alla ricerca.

Implicazioni del cambiamento

“La perdita di tanto​ permafrost vicino alla superficie nei prossimi ‌77 anni avrà implicazioni diffuse per la ‌vita umana⁢ e l’infrastruttura, per il ciclo globale del​ carbonio e per l’idrologia di superficie e sotterranea”, ‍ha affermato ‍il⁣ professor emerito ⁢Vladimir Romanovsky dell’Università dell’Alaska Fairbanks ⁣Geophysical Institute, uno dei coautori dello studio e un importante scienziato nel campo della ricerca sul permafrost. “Questa ricerca suona un altro campanello​ d’allarme su ciò che sta​ accadendo al clima della Terra”.

Analisi comparativa con il periodo caldo del Pliocene medio

Le simulazioni ⁤del clima del periodo caldo del Pliocene medio sono simili alla ⁢proiezione climatica per la fine di questo secolo sotto il ⁢percorso di sviluppo alimentato dai combustibili fossili nell’ultimo rapporto ‌dell’IPCC. Tale percorso è il più cupo ​dei cinque presentati per la società futura.

Metodi scientifici e risultati

Gli autori ​dell’articolo hanno scelto ‍di ​confrontare⁢ il futuro ‍previsto ‍della Terra con ‍il⁤ periodo‍ caldo del Pliocene medio, che si è ​verificato circa 3​ milioni di anni fa, perché‍ è⁤ il periodo di calore globale sostenuto più recente nella ​storia geologica del pianeta.

Recostruzione ⁤delle temperature passate

Gli scienziati hanno poche‍ informazioni dirette sul permafrost dell’emisfero settentrionale durante il periodo caldo del Pliocene medio. Per superare questo ostacolo, hanno analizzato altri fattori, come la composizione della vegetazione e le ‌caratteristiche‍ speciali del suolo,‍ per ricostruire i record della ⁤temperatura ‌dell’aria ⁣di superficie. Da queste prove⁢ indirette, hanno‍ proiettato‌ l’estensione ⁤del permafrost del periodo caldo ⁣del ‌Pliocene medio.

Modellazione computerizzata

Utilizzando ‌la modellazione al computer, hanno determinato che la ⁢temperatura media​ annuale della⁢ superficie​ globale di quel tempo era tra‌ i 2,7 e i 3,3 gradi Celsius più calda ⁢rispetto al periodo preindustriale.‌ Hanno anche mostrato ‍che la temperatura era quasi 7 gradi più alta nelle regioni artiche.

Gli autori concludono che “sulla base dei nostri risultati, il futuro del permafrost vicino alla superficie dell’emisfero ‍settentrionale appare cupo. Il continuo riscaldamento climatico‍ e la relativa ‌degradazione⁤ del permafrost vicino⁢ alla superficie‌ possono causare cambiamenti‌ nelle condizioni ambientali e ambientali che gli esseri umani non hanno ancora sperimentato, sottolineando ulteriormente⁤ l’importanza della ‍degradazione del permafrost”.