Risolta dopo 373 anni la misteriosa eruzione che causò un tsunami vulcanico

Risolta dopo 373 anni la misteriosa eruzione che causò un tsunami vulcanico

Decifrare il‌ mistero dell’eruzione del vulcano sottomarino Kolumbo del 1650 attraverso la tecnologia moderna

Un team di ricercatori del GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research Kiel ha utilizzato tecniche di imaging avanzate per studiare⁣ l’eruzione del vulcano sottomarino Kolumbo⁤ del 1650. Hanno scoperto che un terremoto sottomarino seguito da un’eruzione ha causato lo storico ‌tsunami. Queste​ scoperte contribuiscono a migliorare il monitoraggio ⁢dell’attività vulcanica sottomarina.

Decifrare il‌ mistero dell’eruzione del vulcano sottomarino Kolumbo del 1650 attraverso la tecnologia moderna

Studiare l’eruzione storica

Testimonianze storiche dell’eruzione

Utilizzo della tecnologia moderna per studiare l’eruzione

Analisi scientifica e monitoraggio futuro

Creazione di un’immagine tridimensionale del cratere

Simulazioni‌ al computer e confronto con le testimonianze storiche

Studiare l’eruzione storica

Testimonianze storiche dell’eruzione

Nell’estate del 1650, gli‌ abitanti dell’isola greca di Santorini riferirono di aver visto⁤ l’acqua cambiare colore e bollire. Un​ vulcano‍ sottomarino, situato a circa sette chilometri a nord-est di Santorini, era⁣ emerso dal mare‌ e‌ aveva ⁤iniziato a espellere rocce incandescenti.⁣ Poi l’acqua si ritirò improvvisamente, per poi tornare a inondare ‌la ​costa con onde alte⁤ fino a 20 metri. Un enorme boato fu udito a oltre 100 chilometri di distanza, mentre pomici‍ e cenere ricadevano sulle isole⁢ circostanti e ​una​ nube mortale di gas velenoso mieteva diverse vittime.

Utilizzo della tecnologia moderna per studiare l’eruzione

Per capire ⁢come si sono svolti questi eventi‌ devastanti, il Dr. Jens Karstens ⁢e i‌ suoi colleghi tedeschi ‌e greci si sono recati nel ⁢Mar Egeo nel 2019 per studiare⁢ il cratere vulcanico con⁤ tecnologie speciali. “Volevamo capire ⁣come⁤ si è generato il tsunami all’epoca e perché il vulcano è esploso con tanta violenza”, ⁣ha detto⁣ Karstens.

Analisi scientifica e monitoraggio futuro

Creazione di un’immagine tridimensionale del cratere

A ​bordo del vascello di ricerca POSEIDON, ora ​dismesso, il team ha utilizzato metodi⁤ sismici 3D​ per creare un’immagine tridimensionale del cratere, che ‍ora si trova a 18 metri sotto la superficie‍ dell’acqua. L’immagine 3D ha mostrato che il cratere era largo 2,5 chilometri ‍e profondo 500 metri, suggerendo ⁣un’esplosione di enormi proporzioni. Inoltre, i profili sismici hanno rivelato che un⁣ fianco del cono​ era stato ‌gravemente deformato.

Simulazioni‌ al computer e confronto con le testimonianze storiche

Combinando la sismica 3D ​con le simulazioni al computer, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire quanto alte sarebbero ⁣state le onde se fossero state generate solo dall’esplosione. “Secondo queste simulazioni, ci saremmo ​aspettati​ onde alte sei metri in un determinato punto, ma sappiamo dalle testimonianze degli⁣ occhiuti che lì erano alte 20 metri”, ha detto Karstens. Inoltre, si dice che il mare si sia​ prima ritirato in un⁣ altro punto, ma nella simulazione al ​computer un’onda raggiunge prima la costa. Pertanto, l’esplosione da​ sola non può spiegare l’evento del tsunami. Tuttavia,‍ quando‌ il terremoto sottomarino⁣ è stato incluso⁣ nelle simulazioni, i dati concordavano con le osservazioni storiche.

Questo studio fornisce informazioni preziose ‌per lo sviluppo di‍ programmi di monitoraggio dell’attività vulcanica ​sottomarina attiva, come SANTORY, guidato dalla co-autrice Prof.ssa Paraskevi Nomikou dell’Università Nazionale ⁣e⁢ Kapodistriana di Atene (NKUA).‌ “Speriamo di poter utilizzare i nostri risultati per sviluppare nuovi ⁣approcci per monitorare l’agitazione vulcanica”, dice Jens Karstens,⁤ “forse addirittura un sistema ‍di⁤ allarme precoce, che raccoglie ‌dati in tempo reale. Questo sarebbe il mio sogno”.