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      Home » Neve da Oscillazione Nord Atlantica. Mezzo metro nel Tirreno e Sardegna
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      Neve da Oscillazione Nord Atlantica. Mezzo metro nel Tirreno e Sardegna

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 27/11/2023
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      5 Min Lettura
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      Ne abbiamo parlato: l’Oscillazione Atlantica del Nord (NAO) rappresenta un fattore meteo climatico determinante che esercita una notevole influenza sulle condizioni meteorologiche in Europa, con un impatto specifico sul Mediterraneo e sull’Italia. Questa oscillazione si manifesta in due fasi distinte: positiva e negativa, ciascuna con effetti peculiari sul clima. In questo articolo, si analizzerà in particolare la fase negativa della NAO, esplorando le sue origini, le ripercussioni e gli effetti specifici sul clima europeo e italiano.

       

      Vedremo come una NAO in fase negativa possa portare a nevicate eccezionali in Italia, soprattutto nelle aree peninsulari, in Sardegna e sui rilievi sardi. È prevista, sebbene ancora da confermare, una NAO negativa nella prima decade di dicembre, accompagnata da temperature generalmente inferiori alla media.

       

       

      La NAO si caratterizza per le variazioni di pressione atmosferica a livello del mare tra l’Islanda e le Azzorre. Durante la fase negativa, sia il minimo subpolare (vicino all’Islanda) che il massimo subtropicale (presso le Azzorre) tendono a essere più deboli rispetto alla norma. Questa anomalia nella pressione atmosferica modifica la forza e la direzione delle correnti a getto atlantiche, alterando i modelli meteorologici dominanti.

       

      In una fase NAO negativa, la corrente a getto atlantica tende a seguire un percorso più diretto da ovest a est. Tale deviazione comporta una diminuzione delle tempeste atlantiche e, di conseguenza, precipitazioni inferiori alla norma in determinate aree. In particolare, il Nord Europa e la Scandinavia tendono a vivere condizioni più fredde e asciutte, a causa della ridotta incidenza delle perturbazioni atlantiche che normalmente apportano aria umida e temperata da occidente.

       

      Allo stesso tempo, l’Europa meridionale, inclusa l’Italia, tende a registrare un aumento di precipitazioni, con temperature medie più elevate. Ciò è dovuto al fatto che, mentre il Nord Europa riceve meno influssi umidi oceanici, l’Europa meridionale è maggiormente esposta a sistemi di bassa pressione che portano condizioni più instabili.

       

      Un aspetto fondamentale per comprendere l’impatto della NAO negativa è la sua correlazione con il Vortice Polare e l’Oscillazione Artica (AO). Quando anche la AO si trova in una fase negativa, si assiste a un’interazione tra queste due oscillazioni climatiche. In questo scenario, masse d’aria fredda artica possono spostarsi verso sud, raggiungendo l’Europa meridionale e portando a significativi episodi di maltempo e freddo, inclusa la possibilità di nevicate intense a basse quote, anche per periodi prolungati.

       

      In Italia, questi fenomeni climatici possono tradursi in eventi meteorologici estremi. Ad esempio, nel febbraio 1999 e nel febbraio 1986, l’Italia ha vissuto intense nevicate, inclusa una memorabile nevicata nella città di Roma. Nel 1986, la capitale fu coperta da oltre 30 centimetri di neve nel centro storico, con accumuli maggiori nei quartieri settentrionali e orientali della città. Questi eventi straordinari evidenziano come le fasi negative della NAO, combinate con altre oscillazioni climatiche, possano generare condizioni meteorologiche estreme.

       

      Nelle foto, la neve di Roma dell’11 febbraio 1986

      Nel Nord America, invece, la fase negativa della NAO generalmente conduce a una pressione atmosferica più bassa nell’Est, accompagnata da ondate di gelo e tempeste di neve. È importante sottolineare che il clima nordamericano è influenzato in modo diverso rispetto all’Europa, a causa della presenza di terre emerse fredde a nord e dell’effetto temperante della Corrente del Golfo sull’Europa.

       

      In Europa, le irruzioni di aria artico-marittima possono innescare significative ondate di freddo, trasportando il gelo del nord Europa verso l’area mediterranea. Queste ondate di freddo sono particolarmente evidenti nel settore tirrenico dell’Italia, nonché in Sardegna e Sicilia settentrionale. Tuttavia, le configurazioni che portano a tali eventi sono piuttosto rare, soprattutto quelle di notevole intensità.

       

      L’impatto della NAO negativa sul clima europeo e italiano sottolinea l’importanza di comprendere le dinamiche delle oscillazioni climatiche su larga scala. Questa comprensione è fondamentale per la previsione meteorologica, la pianificazione delle risorse idriche e la gestione dei rischi associati a eventi meteorologici estremi. Inoltre, lo studio della NAO e delle sue fasi fornisce informazioni preziose sulle interazioni tra variabili climatiche e sull’evoluzione del clima in risposta ai cambiamenti globali.

       

      La fase negativa della NAO è un fenomeno complesso che influisce in modo significativo sul clima europeo e italiano, portando a una gamma di condizioni meteorologiche estreme. La comprensione di questi modelli è fondamentale per anticipare e mitigare gli effetti di tali eventi atmosferici.

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