Significative perdite di ghiaccio in Antartide: uno studio allarmante di 25 anni
Il declino delle piattaforme di ghiaccio dell’Antartide: un’analisi di 25 anni
Secondo recenti studi scientifici, oltre il 40% delle piattaforme di ghiaccio dell’Antartide ha subito una riduzione del volume nel corso degli ultimi 25 anni. Questo fenomeno ha portato al rilascio di una quantità enorme di acqua dolce negli oceani. Le piattaforme di ghiaccio sul lato occidentale dell’Antartide sono state le più colpite, e si ritiene che il riscaldamento globale indotto dall’uomo sia una delle cause principali.
• Il declino delle piattaforme di ghiaccio dell’Antartide: un’analisi di 25 anni
• Il declino delle piattaforme di ghiaccio
• Differenze geografiche e climatiche
• Disgregazione delle piattaforme di ghiaccio
• Potenziale interruzione della circolazione oceanica
Il declino delle piattaforme di ghiaccio
71 delle 162 piattaforme di ghiaccio che circondano l’Antartide hanno subito una riduzione del volume nel periodo compreso tra il 1997 e il 2021, con un rilascio netto di 7,5 trilioni di tonnellate di acqua di fusione negli oceani. Gli scienziati hanno scoperto che quasi tutte le piattaforme di ghiaccio sul lato occidentale dell’Antartide hanno subito una perdita di ghiaccio. Al contrario, la maggior parte delle piattaforme di ghiaccio sul lato orientale sono rimaste invariate o hanno aumentato il loro volume.
Differenze geografiche e climatiche
L’Antartide è un continente vasto, 50 volte la dimensione del Regno Unito, e i mari sul lato occidentale sperimentano correnti e venti diversi rispetto a quelli a est. Questo sta spingendo acque più calde sotto le piattaforme di ghiaccio sul fianco occidentale. Gli esperti ritengono che il riscaldamento globale indotto dall’uomo sia probabilmente un fattore chiave nella perdita di ghiaccio. Se fosse dovuto a variazioni naturali nei modelli climatici, ci sarebbero stati alcuni segni di rigenerazione del ghiaccio sulle piattaforme di ghiaccio occidentali.
Le conseguenze del declino
Disgregazione delle piattaforme di ghiaccio
Le piattaforme di ghiaccio galleggiano sui mari che circondano l’Antartide e sono estensioni della calotta di ghiaccio che copre gran parte del continente. Agiscono come giganteschi “tappi” alla fine dei ghiacciai, rallentando il flusso di ghiaccio che si riversa negli oceani. Quando le piattaforme di ghiaccio si assottigliano o riducono di dimensioni, questi tappi si indeboliscono, con il risultato che la velocità di perdita di ghiaccio dai ghiacciai aumenta.
Potenziale interruzione della circolazione oceanica
L’acqua rilasciata nell’oceano dalle piattaforme di ghiaccio e dai ghiacciai è acqua dolce. Nel corso del periodo di studio di 25 anni, gli ricercatori hanno stimato che 66,9 trilioni di tonnellate di acqua dolce sono entrate nell’Oceano Meridionale intorno all’Antartide solo dalle piattaforme di ghiaccio. Questa acqua dolce diluisce l’acqua salata dell’oceano, rendendola più fresca e leggera, il che impiega più tempo per affondare e può indebolire il sistema di circolazione oceanica.
Le informazioni su ciò che sta accadendo in Antartide negli ultimi anni provengono principalmente dai satelliti CryoSat-2 e Sentinel-1, che possono monitorare l’Antartide anche quando è nuvoloso e durante le lunghe notti polari. CryoSat-2, lanciato nel 2010, è stata la prima missione Explorer dell’Agenzia Spaziale Europea e la prima dedicata al monitoraggio delle calotte di ghiaccio polari e dei ghiacciai della Terra.
Il monitoraggio e il tracciamento dei cambiamenti climatici sull’immensa superficie antartica richiedono un sistema satellitare che catturi dati in modo routinario durante tutto l’anno. La missione satellitare Sentinel-1 del Programma Copernicus europeo ha soddisfatto questa esigenza. Insieme ai dati storici acquisiti dai suoi predecessori ESA ERS-1, -2 e Envisat, Sentinel-1 ha rivoluzionato la nostra capacità di fare il punto sulle piattaforme di ghiaccio galleggianti, come un campanello d’allarme per il bilancio di massa e la salute della calotta di ghiaccio antartica.
