Cambiamenti Climatici: sbiancamento dei coralli a profondità record nell’Oceano Indiano

Cambiamenti Climatici: sbiancamento dei coralli a profondità record nell’Oceano Indiano

Scoperta nel profondo dell’Oceano Indiano una sbiancatura dei coralli mai‌ vista prima

Una sbiancatura dei coralli, mai osservata prima, è stata scoperta ‌nel profondo dell’Oceano Indiano, collegata all’aumento delle temperature⁢ marine. Questo mette in discussione le precedenti⁣ convinzioni sulla⁣ resistenza ⁢dei coralli ⁤profondi e⁣ sottolinea gli⁤ impatti più‍ ampi dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini.

Scoperta nel profondo dell’Oceano Indiano una sbiancatura dei coralli mai‌ vista prima

La ⁢sbiancatura dei coralli nell’Oceano ⁢Indiano

Danni ai coralli e aumento delle temperature marine

Ricerca approfondita⁤ dell’Università sui⁣ coralli

Prime evidenze dei danni ai coralli

Cause ⁤sottostanti e implicazioni

Impatto sui coralli mesofotici

Recupero‌ e ⁢preoccupazioni ‍future

Monitoraggio del ​fondale marino

Coralli d’acqua profonda e cambiamenti climatici

La ⁢sbiancatura dei coralli nell’Oceano ⁢Indiano

Gli⁢ scienziati‌ hanno scoperto la prova più profonda​ conosciuta di sbiancatura dei‌ coralli, a​ più di 90 metri‌ (300 ‌piedi) sotto la superficie dell’Oceano Indiano.

Danni ai coralli e aumento delle temperature marine

Il ⁣danno – attribuito a un aumento del‌ 30% delle temperature marine causato dal dipolo ‍dell’Oceano Indiano – ha danneggiato fino all’80% delle barriere⁢ coralline in ⁣alcune parti‍ del fondale marino, a ⁢profondità precedentemente ⁣ritenute resistenti al riscaldamento degli oceani.

Tuttavia, gli scienziati affermano che⁤ serve come un severo avvertimento del⁤ danno causato ​nei nostri oceani dall’aumento delle temperature marine, ​e anche del danno nascosto che sta avvenendo in tutto il mondo naturale a causa‍ dei cambiamenti climatici.

Ricerca approfondita⁤ dell’Università sui⁣ coralli

I ricercatori dell’Università ‍di Plymouth hanno scoperto queste informazioni,‍ evidenziate ‌in uno studio pubblicato il 16 ⁢ottobre su Nature Communications.

Per più di un decennio, i ‌ricercatori dell’Università hanno studiato l’Oceano Indiano Centrale, con⁢ il loro lavoro supportato dalla ‌Garfield Weston Foundation e dalla Bertarelli Foundation. Durante le loro crociere di ricerca, utilizzano ⁤una ⁢combinazione di monitoraggio in situ, ​robot subacquei e dati oceanografici⁣ generati da satelliti per capire‌ di più sull’oceanografia unica della regione e sulla vita che supporta.

Prime evidenze dei danni ai coralli

La prima prova del danno ai ⁤coralli è stata osservata durante una crociera di ricerca nel⁢ novembre 2019, durante ⁢la quale⁤ gli scienziati utilizzavano veicoli subacquei telecomandati dotati di telecamere per monitorare la⁣ salute dei coralli sotto la superficie dell’oceano.

Cause ⁤sottostanti e implicazioni

Clara ‌Diaz, autrice ‌principale ​dello studio, ha dichiarato: “Quello che abbiamo registrato dimostra categoricamente che questa ⁢sbiancatura è ⁤stata causata da un approfondimento del termoclino. Questo è dovuto all’equivalente regionale di un⁢ El Nino, e a​ causa‌ dei cambiamenti climatici, questi cicli di⁤ variabilità​ stanno diventando amplificati. Andando avanti,⁤ la ​sbiancatura nell’oceano più ⁣profondo qui e altrove diventerà probabilmente più ‍regolare”.

Impatto sui coralli mesofotici

La Dr.ssa‍ Nicola‌ Foster, docente⁢ di Biologia Marina ⁣e co-autrice dello studio, ha aggiunto:‍ “I nostri risultati dimostrano‍ la vulnerabilità degli ecosistemi corallini mesofotici⁣ allo ⁢stress termico e forniscono nuove prove​ dell’impatto che ⁤i cambiamenti climatici stanno avendo su ogni parte del nostro oceano. L’aumento della sbiancatura dei ⁣coralli mesofotici porterà‌ alla morte dei‌ coralli e a‍ una riduzione della complessità strutturale di queste barriere.⁢ Questo probabilmente porterà a una perdita di biodiversità e a una ‍riduzione dei ​servizi ecosistemici critici che queste barriere forniscono​ al nostro ⁣pianeta”.

Recupero‌ e ⁢preoccupazioni ‍future

I‍ ricercatori dell’Università⁢ sono tornati nelle stesse aree durante‌ le crociere⁤ programmate nel 2020 e nel 2022, e hanno scoperto che gran ​parte ⁣della barriera corallina si‍ era ripresa.

Monitoraggio del ​fondale marino

Nonostante ciò,​ dicono, è fondamentale‍ aumentare il monitoraggio ‌del ​fondale ⁣marino nell’oceano profondo, anche⁤ se ⁣si tratta di un’impresa estremamente impegnativa e ​complicata.

Coralli d’acqua profonda e cambiamenti climatici

Con ⁢i danni ai coralli delle acque basse‌ che aumentano​ in ⁤frequenza e gravità, ci si aspettava che‌ i ‌coralli⁣ mesofotici -‍ trovati tra 30-150m (100-500 piedi)⁤ sotto la superficie -⁣ colmassero il divario in ⁤termini di erogazione ⁢di‌ benefici ecosistemici. Tuttavia, questa ricerca evidenzia che ​potrebbe non essere il caso – e con i coralli d’acqua profonda in tutto ‌il pianeta‍ che rimangono ‌in gran parte poco studiati, episodi di sbiancamento altrettanto dannosi‌ potrebbero passare inosservati.