Visualizzazione avanzata dei nervi con l’Imaging Fotoacustico

Visualizzazione avanzata dei nervi con l’Imaging Fotoacustico

La sfida delle tecniche di imaging ‍attuali

Il rischio delle procedure​ mediche invasive

Le⁤ procedure mediche invasive, ‍come le operazioni che richiedono anestesia⁤ locale, comportano spesso il rischio di lesioni nervose. Durante un‌ intervento, ⁣i chirurghi possono accidentalmente tagliare, stirare o⁣ comprimere i nervi, ⁣specialmente quando li​ confondono con un altro ​tessuto. Questo può portare a sintomi duraturi nel paziente, tra ‍cui problemi sensoriali ⁣e motori. Allo stesso modo, i pazienti che ⁣ricevono blocchi nervosi o ​altri tipi di anestesia possono soffrire di danni⁢ ai nervi se ⁣l’ago⁣ non viene posizionato alla giusta​ distanza⁤ dal nervo periferico bersaglio.

La sfida delle tecniche di imaging ‍attuali

Il rischio delle procedure​ mediche invasive

Le limitazioni‍ dell’ecografia e della risonanza magnetica

La promessa dell’imaging fotoacustico

Un approccio alternativo promettente

Ricerca recente dalla Johns Hopkins University

Test pratici e implicazioni

Le limitazioni‍ dell’ecografia e della risonanza magnetica

Di conseguenza, i ricercatori stanno cercando di sviluppare tecniche di imaging medicale per ridurre il rischio di⁣ danni ai nervi. Ad‍ esempio, l’ecografia e la risonanza magnetica ⁢(MRI) possono aiutare un chirurgo ‍a​ individuare la posizione dei nervi durante una‌ procedura. Tuttavia,‍ è difficile distinguere i nervi dal‍ tessuto​ circostante nelle immagini ecografiche, mentre la MRI è costosa e richiede molto tempo.

La promessa dell’imaging fotoacustico

Un approccio alternativo promettente

In questo ‍contesto, ⁣esiste un approccio alternativo promettente noto come imaging fotoacustico⁤ multispettrale. Una tecnica non invasiva, l’imaging ‍fotoacustico combina luce e onde ‍sonore per creare immagini dettagliate dei tessuti e delle strutture nel corpo. Essenzialmente, la regione‍ bersaglio viene prima illuminata con luce pulsata, causando un leggero riscaldamento. Questo, a sua volta, provoca l’espansione dei tessuti, generando onde ultrasoniche che possono essere rilevate da un ⁢rilevatore di ​ultrasuoni.

Ricerca recente dalla Johns Hopkins University

Un team di ricerca della Johns Hopkins University ha​ recentemente ‍condotto uno studio in cui hanno caratterizzato ‌accuratamente i profili di assorbimento e fotoacustico del tessuto nervoso attraverso lo spettro del vicino ‍infrarosso⁢ (NIR). ​Il loro lavoro, pubblicato il 4 settembre sulla rivista Journal of⁢ Biomedical Optics, ⁤è⁣ stato⁣ guidato dal Dr. Muyinatu ⁢A. Lediju Bell, ​Professore Associato​ John C. ‍Malone⁣ e Direttore del PULSE⁣ Lab alla Johns Hopkins University.

Uno degli obiettivi principali del ⁢loro studio era determinare le lunghezze d’onda ideali per identificare il tessuto nervoso‌ nelle immagini fotoacustiche. I ricercatori ipotizzavano che le lunghezze d’onda da 1630⁣ a 1850⁢ nm, che⁣ risiedono all’interno della finestra ottica NIR-III, sarebbero state l’intervallo ottimale per ⁣la visualizzazione dei ⁤nervi, poiché i lipidi presenti nella guaina mielinica dei neuroni hanno un picco di assorbimento caratteristico in questo ‌intervallo.

Per testare questa ipotesi, hanno ⁢eseguito misurazioni dettagliate⁢ dell’assorbimento ottico⁢ su campioni di nervi periferici.‌ Hanno osservato un ​picco di assorbimento a 1210 ‍nm,‍ che​ rientra ⁢nell’intervallo NIR-II. Tuttavia, ⁤un tale picco di assorbimento è presente anche in altri tipi di⁢ lipidi. In contrasto, quando ‌il‌ contributo dell’acqua è stato sottratto dallo spettro di assorbimento, il tessuto nervoso⁢ ha mostrato un picco unico a 1725 nm ⁤nell’intervallo NIR-III.

Test pratici e implicazioni

Inoltre, i ricercatori hanno condotto ​misurazioni fotoacustiche ‍sui nervi periferici di suini vivi utilizzando ⁤un setup di imaging personalizzato. Questi esperimenti hanno ulteriormente confermato l’ipotesi che ‍il picco nella banda⁢ NIR-III possa essere efficacemente sfruttato per differenziare il ‍tessuto nervoso​ ricco ‌di lipidi da altri tipi di tessuti e materiali contenenti ​acqua o che ‍sono ‌carenti di ‍lipidi.

Soddisfatta dei ⁢risultati, Bell osserva: “Il nostro lavoro è il ​primo a⁤ caratterizzare gli spettri di⁢ assorbimento ottico di campioni freschi di nervi di ⁤suino utilizzando un ⁢ampio spettro di‍ lunghezze d’onda, così come il primo a dimostrare la visualizzazione in vivo di nervi di suino‌ sani e​ rigenerati con ⁣imaging fotoacustico ​multispettrale nella finestra NIR-III”.

Nel complesso, queste scoperte potrebbero motivare gli scienziati a esplorare ulteriormente il potenziale ⁢dell’imaging fotoacustico. Inoltre, la caratterizzazione‌ del profilo di ⁢assorbimento⁢ ottico del‌ tessuto nervoso potrebbe aiutare a migliorare le tecniche di rilevamento e segmentazione dei nervi quando si utilizzano altre modalità di ‌imaging ottico.

“I nostri‌ risultati evidenziano la promessa ‍clinica dell’imaging fotoacustico multispettrale come⁢ tecnica intraoperatoria per⁤ determinare​ la presenza di nervi mielinizzati o‍ prevenire lesioni ​nervose durante gli ​interventi medici, con possibili implicazioni per altre tecnologie basate sull’ottica. I nostri contributi stabiliscono​ quindi con successo una nuova base scientifica per la comunità delle ottiche biomediche”, conclude Bell.