Il terremoto in Marocco: caos, freddo e rischio di epidemie
Il terremoto e le sue conseguenze
Il sisma e i suoi effetti devastanti
(METEOGIORNALE.IT) Il 8 settembre 2023, alle 23:11 (ora locale), la provincia di Al Haouz in Marocco è stata scossa da un terremoto di magnitudo 6.8. L’epicentro si trovava nella catena montuosa dell’Alto Atlante, a circa 72 chilometri a sud-ovest di Marrakech, una città di circa 840.000 abitanti. L’ipocentro era a 18,5 chilometri di profondità, non molto profondo, e di conseguenza molti villaggi e paesi montani sono stati completamente devastati. Città marocchine come Casablanca, Agadir, Essaouira e Rabat hanno sentito il terremoto, così come i paesi vicini dell’Algeria e del Portogallo.
Il bilancio delle vittime e le difficoltà dei soccorsi
Almeno 380.000 persone sono state gravemente colpite. Il caos e la distruzione sono stati, e continuano ad essere, molto impressionanti. Il numero di morti si conta a migliaia, l’ultima cifra ufficiale aggiornata al 14 settembre conta 2.946 morti e 5.674 feriti. Questo non è ancora un conteggio esatto, poiché le operazioni di ricerca e recupero sono ancora in corso. Si ritiene che centinaia di persone siano isolate, ferite e praticamente esposte alle intemperie in attesa di aiuto. Le autorità affermano che l’epicentro si è verificato in una zona prevalentemente rurale e montuosa con un basso reddito.
Le nuove minacce: maltempo e rischio di epidemie
Le condizioni meteorologiche avverse
Dopo il terremoto principale, si sono verificate diverse scosse di assestamento, la più intensa è stata di 5.9 e un’altra di magnitudo 4.6 si è verificata all’alba del 14 settembre. Il panico nella catena montuosa dell’Atlante marocchino e nei suoi dintorni è aumentato quel giorno. Durante le operazioni di rimozione dei detriti per cercare di trovare persone vive sotto i blocchi di adobe, hanno dovuto interrompere le attività di soccorso e salvataggio a causa di questo nuovo terremoto.
Il rischio di epidemie
Inoltre, ci sono altre due minacce di tipo meteorologico. I soccorritori e le autorità sono preoccupati all’idea che le basse temperature e l’arrivo delle piogge potrebbero peggiorare notevolmente la situazione. Le temperature massime superano ancora i 30 °C, i cadaveri in decomposizione sotto le macerie per così tanto tempo rappresentano una bomba, aumentando il rischio sanitario con la probabile comparsa di epidemie.
Le autorità specializzate in salvataggio spiegano che la pioggia potrebbe compattare tutti i materiali delle macerie e rendere ancora più difficile sia il salvataggio che la rimozione dei corpi intrappolati che continuano a decomporre, e questo può portare a epidemie, soprattutto mentre le temperature durante questo mese continuano ad essere vicine o superiori ai 30 °C.
Il freddo: un’altra sfida per i sopravvissuti
Tuttavia, il passaggio di alcuni fronti freddi a questa altezza dell’anno provoca già il calo delle temperature minime a valori notturni e mattutini molto freschi. Questo è il secondo problema che tutti i colpiti devono affrontare. Purtroppo, migliaia di persone sono senza tetto e dormono per strada a causa del terremoto, o in tende all’aperto, senza le misure di igiene, sicurezza e cura necessarie. Dopo aver affrontato un disastro di tale portata, che include la perdita di tutto ciò che è materiale e soprattutto delle loro famiglie e dei loro cari, la vita per i sopravvissuti al terremoto è diventata molto difficile. (METEOGIORNALE.IT)

