Edmondo Bernacca: 30 anni dopo, il ricordo del pioniere della meteorologia in Italia
(METEOGIORNALE.IT) Il viaggio di un grande uomo inizia sempre con un piccolo passo. Questo è stato il caso di Edmondo Bernacca, che ha iniziato la sua ascesa alla fama nel 1948, quando era solo un giovane uomo che parlava ai microfoni della radio. Ora, a 30 anni dalla sua morte, avvenuta il 15 settembre 1993, Bernacca, che può essere definito senza dubbio il padre della divulgazione meteorologica in Italia, continua a vivere nei quattro minuti di trasmissione che lui stesso aveva ideato.
Il contributo di Bernacca alla meteorologia italiana
Nonostante il tempo di trasmissione sia stato quasi dimezzato a causa del ritmo frenetico della televisione commerciale, quei quattro minuti hanno gettato il seme e dato vita a molti meteorologi competenti, forse la maggior parte di quelli attualmente in attività.
La professionalità di Bernacca
Da grande professionista, Bernacca semplifica ma non banalizza, sintetizza ma non trascura. Erano gli anni in cui pagare il canone per la televisione di Stato non pesava, perché la RAI poteva contare su diversi programmi che assolvevano pienamente al compito di fornire un adeguato servizio pubblico. Questa era meteorologia, questa era televisione, questa era divulgazione.
Il lascito di Bernacca: “Che Tempo Fa”
La rubrica “Che Tempo Fa”, che ha reso Edmondo un vero pioniere della Meteorologia in Italia, ha sicuramente raggiunto i suoi obiettivi per oltre 30 anni, introducendo un nuovo modo di fare scienza nel nostro Paese. Edmondo è stato il primo a rendere accessibile a tutti una materia fino ad allora riservata agli ambienti di élite dell’Aeronautica Militare.
Il testimone passa
Dopo di lui, Andrea Baroni e Guido Caroselli sono riusciti a portare avanti il testimone della prestigiosa trasmissione fino quasi ai giorni nostri. (METEOGIORNALE.IT)

