Morti per ondate di caldo, emergenza di oggi e peggio domani

Andrea Meloni
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Almeno cinque persone in Italia sono morte a luglio mentre lavoravano durante l’ondata di calore estrema, sollevando l’attenzione sul bisogno di congedi lavorativi durante periodi di calore estremo. Questo scenario preoccupante ha spinto gli esperti a spiegare cosa potrebbe significare un ulteriore riscaldamento di 1°C per le persone che lavorano all’aperto in tutto il mondo.

 

L’impatto delle ondate di calore sul lavoro

Il corpo di Stefano Olmastroni, un addetto alle pulizie di 61 anni, aveva raggiunto i 43°C quando è stato trovato all’interno degli spogliatoi di un supermercato a Firenze. Un operaio stradale di 44 anni a Milano, due operai edili a Jesi e Brescia e un panettiere del Veneto hanno anche perso la vita in condizioni estreme in questo mese, mentre due anticicloni caldissimimi hanno colpito il Sud Europa.

Con l’intensificarsi delle ondate di calore a causa dei cambiamenti climatici, i paesi stanno prendendo in considerazione nuove protezioni per i lavoratori. Ad esempio, la Spagna sta vietando alcuni lavori all’aperto durante i periodi di calore estremo.

 

Le misure protettive per i lavoratori

In Italia, i sindacati chiedono congedi pagati per il personale quando le temperature superano i 35°C. In un mondo che si sta riscaldando, tali protezioni sul luogo di lavoro sono vitali, afferma lo scienziato del clima Luke Parsons. Al problema si è mostrato abbastanza sensibile anche il Governo italiano, ma sono necessarie leggi, non opzioni delegate al datore di lavoro.

 

I lavoratori più a rischio a causa del calore

Le zone di maggior preoccupazione per Parsons sono l’America del Sud tropicale, l’Africa Subsahariana, il sud-ovest dell’Asia – in particolare Pakistan e India settentrionale – Bangladesh, Cambogia, sud-est asiatico, Cina orientale, che si estende fino all’Indonesia e all’Australia settentrionale. Io ci aggiungerei anche l’Arabia e le grandi città in fortissima espansione, dove si possono raggiungere i 50 gradi reali, anche con tassi di umidità micidiali.

 

L’impatto del calore estremo sui lavoratori all’aperto

La sudorazione è il principale metodo con cui il corpo umano si raffredda. Può essere inibita dall’umidità – che impedisce l’evaporazione del sudore dalla pelle – e dall’abbigliamento. Le caratteristiche interne del corpo – salute, età e farmaci – alterano anche la capacità dei lavoratori di resistere al calore estremo.

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.