Almeno cinque persone in Italia sono morte a luglio mentre lavoravano durante l’ondata di calore estrema, sollevando l’attenzione sul bisogno di congedi lavorativi durante periodi di calore estremo. Questo scenario preoccupante ha spinto gli esperti a spiegare cosa potrebbe significare un ulteriore riscaldamento di 1°C per le persone che lavorano all’aperto in tutto il mondo.
L’impatto delle ondate di calore sul lavoro
Il corpo di Stefano Olmastroni, un addetto alle pulizie di 61 anni, aveva raggiunto i 43°C quando è stato trovato all’interno degli spogliatoi di un supermercato a Firenze. Un operaio stradale di 44 anni a Milano, due operai edili a Jesi e Brescia e un panettiere del Veneto hanno anche perso la vita in condizioni estreme in questo mese, mentre due anticicloni caldissimimi hanno colpito il Sud Europa.
Con l’intensificarsi delle ondate di calore a causa dei cambiamenti climatici, i paesi stanno prendendo in considerazione nuove protezioni per i lavoratori. Ad esempio, la Spagna sta vietando alcuni lavori all’aperto durante i periodi di calore estremo.
Le misure protettive per i lavoratori
In Italia, i sindacati chiedono congedi pagati per il personale quando le temperature superano i 35°C. In un mondo che si sta riscaldando, tali protezioni sul luogo di lavoro sono vitali, afferma lo scienziato del clima Luke Parsons. Al problema si è mostrato abbastanza sensibile anche il Governo italiano, ma sono necessarie leggi, non opzioni delegate al datore di lavoro.
I lavoratori più a rischio a causa del calore
Le zone di maggior preoccupazione per Parsons sono l’America del Sud tropicale, l’Africa Subsahariana, il sud-ovest dell’Asia – in particolare Pakistan e India settentrionale – Bangladesh, Cambogia, sud-est asiatico, Cina orientale, che si estende fino all’Indonesia e all’Australia settentrionale. Io ci aggiungerei anche l’Arabia e le grandi città in fortissima espansione, dove si possono raggiungere i 50 gradi reali, anche con tassi di umidità micidiali.
L’impatto del calore estremo sui lavoratori all’aperto
La sudorazione è il principale metodo con cui il corpo umano si raffredda. Può essere inibita dall’umidità – che impedisce l’evaporazione del sudore dalla pelle – e dall’abbigliamento. Le caratteristiche interne del corpo – salute, età e farmaci – alterano anche la capacità dei lavoratori di resistere al calore estremo.
