Transizione energetica: andrà applicata anche nelle Città
• Perché risulta fondamentale ora
• Le azione concrete da fare in città
La transizione energetica , termine molto in voga, è un semplice ma fondamentale passaggio (più o meno rapido) tra una modalità di produzione energetica legata e dipendente da fonti non rinnovabili, ad un’altra, basata esclusivamente su fonti rinnovabili.
Tra le prime ricordiamo il petrolio, il gas naturale, il metano e il carbone ; mentre le seconde sono quelle di tipo eolico, geotermico e fotovoltaico (tralasciamo il settore del nucleare, oggetto di dibattiti accesi).
Perché risulta fondamentale ora
Tale passaggio è dovuto all’esigenza assoluta, non più prorogabile, di proteggere la Terra dall’inquinamento. Per questo motivo si sta cercando di accelerare il processo, agevolandone economicamente l’attuazione.
A titolo di esempio, nell’ultimo decennio, c’è stata un’ importante diminuzione dei costi delle tecnologie che utilizzano le fonti rinnovabili (i costi del solare fotovoltaico, ad esempio, sono scesi dell’80%; quelli dell’eolico di circa il 60%).
Dato che la più elevata quantità di energia viene consumata nei luoghi dove vive un numero rilevante di persone e dove, di conseguenza, viene svolta la maggior parte delle attività umane (cioè le città ), è proprio in queste ultime che la transizione energetica deve trovare la sua massima espressione .
Le azione concrete da fare in città
Le azioni che si stanno intraprendendo in quest’ottica sono di due tipi: uno riguarda la ristrutturazione degli edifici esistenti, incentivato dai vari “bonus casa”. Si usano materiali e tecnologie di ultima generazione in grado sia di contenere i consumi, sia di massimizzare le risorse utilizzate.
L’altro riguarda la realizzazione di nuove costruzioni dotate già in partenza di impianti basati sulla medesima filosofia . Principalmente coinvolti nel processo di transizione sono, quindi, i settori relativi all’edilizia, all’ingegneria e all’architettura.
Quasi tutte le città più importanti del Pianeta stanno modificando radicalmente il proprio approccio in relazione a queste problematiche. Un esempio di soluzione urbana è rappresentato dal teleriscaldamento .
Si tratta di una modalità di riscaldamento basata sulla distribuzione capillare, attraverso un telaio di tubi sotterranei, di acqua surriscaldata, o di vapore, che proviene da un grosso impianto centrale di produzione energetica.
Ma la strada è ancora molto lunga. L’importante è che non si dimentichi che le innovazioni tecnologiche, da sole, non bastano. Serve anche un cambio di paradigma umano degli abitanti delle grandi città.
