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Oceani: rischiamo di perdere per sempre la biodiversità!

Si teme che rischiamo di perdere per sempre ben 2,2 milioni di organismi che vivono negli oceani. Le logiche conseguenze sarebbero davvero imprevedibili

Ci sono un sacco di specie del tutto sconosciute

Cosa chiedono gli scienziati a gran voce

Si teme che rischiamo di perdere per sempre ben 2,2 milioni di organismi che vivono negli oceani. Le logiche conseguenze sarebbero davvero imprevedibili per l’approvvigionamento alimentare umano e per la regolazione del clima. Questo fatto, oltre che essere estremamente grave dal punto di vista etico, lo è pure per l’uomo. Andiamo a vedere cosa comporta.

Di solito non se ne parla. Oltretutto, si potrebbe cadere in un facile pensiero. Magari pensando che gli ambienti marini più profondi siano, a prima vista, molto distanti e insignificanti. Ma ricordiamo che questo è un pensiero superficiale, oltre che del tutto errato.

L’ oceano profondo, quello tra i 200 e gli 11 mila metri di profondità, è l’habitat più grande del Pianeta Terra e copre più della metà della superficie terrestre.

Basti pensare che è del tutto essenziale per la regolazione del clima globale, immagazzinando anidride carbonica e calore e mantenendo la biodiversità planetaria.

Ci sono un sacco di specie del tutto sconosciute

La conoscenza delle specie che vivono in questo ambiente cosi strano, grottesco e remoto è un primo passo indispensabile per la loro protezione. Sembrano lontane e intatte, ma in realtà ricordiamo ai nostri lettori che sono sempre più esposte all’inquinamento, all’acidificazione degli oceani e alla plastica.

In particolare, il riscaldamento globale e l’esaurimento delle risorse potrebbero portare a drammatici cambiamenti nella biodiversità delle profondità marine, con effetti tuttora completamente ignoti.

Cosa chiedono gli scienziati a gran voce

I ricercatori chiedono quindi supporto per sviluppare strategie di ricerca internazionale, infrastrutture e cooperazione. Nonché di salvaguardare queste zone remote, ma al tempo stesso essenziali.

Come si legge nel documento: “ la conservazione delle specie che si trovano in aree al di fuori della giurisdizione nazionale è particolarmente impegnativa ”. Non è vero che è “terra di nessuno”, di fatti lo è di tutti. Pensiamoci per bene.