Plastica: 2,3 milioni di tonnellate di rifiuti galleggiano negli oceani! Un dramma epocale
• Una situazione catastrofica e per certi versi irreversibile
• Le soluzioni a questo scempio
Si avete letto bene: 2,3 milioni di tonnellate di pezzi di plastica galleggiano in superficie. O, se preferite, il loro numero si aggira 170 mila miliardi di frammenti, più o meno grandi.
Inoltre, non è tutto: la velocità con cui vengono immessi in acqua è destinata quasi a triplicare entro il 2040 , se non si attuano misure serie in alcune realtà del Mondo.
Una situazione catastrofica e per certi versi irreversibile
I dati raccolti tra il 1979 e il 2019 da oltre 12 mila stazioni marine dislocate in sei regioni marine di tutto il Pianeta hanno evidenziato un trend assolutamente preoccupanti. Le informazioni emerse non lasciano spazio a dubbi: Negli ultimi 24 anni c’è stato un rapido e significativo aumento della plastica sulla superficie dei mari , da quando c’è stata un’impennata di benessere in molti Paesi che un tempo erano poverissimi .
Questo disastro riflette la crescita globale della produzione di plastica e le pessime politiche di gestione dei rifiuti. Senza un evidente e rapido cambio di rotta, il tasso di immissione di materiali plastici nei mari è destinato ad aumentare di 2,6 volte entro il 2040.
Insomma, un dramma enorme che si aggiunge a una catastrofe immane, forse la peggiore dell’intera umanità e completamente irreversibile, almeno su scale umane. Serviranno secoli affinché i frammenti si decompongano e possano essere reimmessi nel ciclo naturale.
Le soluzioni a questo scempio
Quali sarebbero le soluzioni pratiche a questo orrore antropico? alcuni esempi: basta al monouso, all’usa e getta, allo spreco. Facciamo si che le plastiche siano riciclabili, durino nel tempo e solo per gli usi strettamente necessari. Quali? Industria, medicina, edilizia ecc. non usiamole per inutili e insulsi imballaggi, che poco hanno a che fare con l’intelligenza.
Facciamo uno sforzo per combattere questa crisi. Già è una catastrofe immane, non peggioriamola ulteriormente, altrimenti tra pochi anni ci sarà più plastica che pesce nei mari del mondo.
