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Piccola Era Glaciale iniziò improvvisa. Tempi di ritorno. Nuova scoperta dell’Università del Massachusetts

Andrea Meloni di Andrea Meloni
19 Apr 2023 - 10:55
in Cronaca Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) La Piccola Era Glaciale, uno dei periodi più freddi degli ultimi 10.000 anni (+/-), ha causato fallimenti dei raccolti, carestie e pandemie in tutta Europa, provocando miseria e morte per milioni di persone. Tuttavia, i meccanismi che hanno portato a questo stato climatico rigido sono rimasti inconcludenti. In un nuovo studio dell’Università del Massachusetts Amherst, gli scienziati hanno scoperto una sorprendente causa della piccola era glaciale: il riscaldamento. Questa nuova ricerca fornisce un quadro aggiornato degli eventi che hanno portato alla Piccola Era Glaciale.

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La scoperta degli scienziati dell’Università del Massachusetts

Utilizzando una ricostruzione di 3000 anni delle temperature della superficie del mare del Nord Atlantico, i ricercatori hanno scoperto un improvviso cambiamento da condizioni molto calde alla fine del 1300 a condizioni fredde senza precedenti all’inizio del 1400, solo 20 anni dopo. Lapointe e Bradley hanno scoperto che c’era un trasferimento anormalmente forte verso nord di acqua calda alla fine del 1300 che raggiunse il picco intorno al 1380.

 

L’Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC)

Normalmente c’è sempre un trasferimento di acqua calda dai tropici all’Artico attraverso un processo ben noto chiamato Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC). Tuttavia, alla fine del 1300, l’AMOC si rafforzò in modo significativo, il che significava che molta più acqua calda del solito si stava spostando verso nord, il che a sua volta causò una rapida perdita di ghiaccio artico. Questa formazione di acque profonde scorre quindi verso sud lungo la costa del Nord America e continua a circolare in tutto il mondo.

 

L’effetto dell’attività solare

Alla fine del 1300 è stata registrata un’attività solare insolitamente elevata, oltre che un’elevata pressione atmosferica sulla Groenlandia. Allo stesso tempo, sulla Terra si stavano verificando meno eruzioni vulcaniche, il che significa che c’era meno cenere nell’aria. Un’atmosfera “più pulita” significava che il Pianeta era più reattivo ai cambiamenti nella produzione solare. L’effetto dell’elevata attività solare sulla circolazione atmosferica nel Nord Atlantico fu particolarmente forte.

 

Impatto sul futuro

Gli autori dello studio si chiedono se un evento di raffreddamento così improvviso possa ripetersi nella nostra epoca di cambiamento climatico globale. Tuttavia, notano che ora c’è molto meno ghiaccio marino artico a causa del riscaldamento globale, quindi un evento come quello nei primi anni del 1400, che coinvolge il trasporto di ghiaccio marino, è improbabile. Tuttavia, i ricercatori sottolineano la necessità di tenere d’occhio l’accumulo di acqua dolce nel Mare di Beaufort, a nord dell’Alaska, che è aumentato del 40% negli ultimi due decenni. La sua esportazione nel Nord Atlantico subpolare potrebbe avere un forte impatto sulla circolazione oceanica. Inoltre, i periodi persistenti di alta pressione sulla Groenlandia in estate sono stati molto più frequenti nell’ultimo decennio e sono collegati allo scioglimento dei ghiacci da record.

I modelli climatici non catturano questi eventi in modo affidabile e quindi potremmo sottostimare la futura perdita di ghiaccio dalla calotta glaciale, con più acqua dolce che entra nel Nord Atlantico, portando potenzialmente a un indebolimento o al collasso dell’AMOC. Gli autori concludono che vi è un urgente bisogno di affrontare queste incertezze.

Il collasso dell’AMOC porterebbe al blocco della Corrente del Golfo, con un severo raffreddamento, persino improvviso, forse, degli inverni in Europa.

 

In conclusione, la Piccola Era Glaciale è stata causata da un paradosso: il riscaldamento. L’AMOC si è rafforzato in modo significativo alla fine del 1300, portando a una rapida perdita di ghiaccio artico e alla diluizione della salinità delle acque del Nord Atlantico. L’attività solare insolitamente elevata ha probabilmente favorito un’elevata pressione atmosferica sulla Groenlandia, innescando così l’inizio della piccola era glaciale. I ricercatori avvertono che ci sono incertezze riguardo al futuro dell’AMOC, poiché l’accumulo di acqua dolce nel Mare di Beaufort potrebbe avere un forte impatto sulla circolazione oceanica. È importante affrontare queste incertezze e monitorare attentamente l’evoluzione del clima globale. La comprensione di come il clima è cambiato in passato può aiutare a prevedere i futuri cambiamenti climatici. In questo contesto non si può parlare di tempi di ritorno della Piccola Era Glaciale, bensì di cambiamenti climatici a catena che scatenerebbero, in un contesto di Riscaldamento Globale, un raffreddamento della stagione invernale in Europa, con un aumento delle differenze di temperatura nel corso dell’anno.

 

Credit Science Advances (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: La Piccola Era Glacialepiccola era glaciale
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Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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