Marzo 2023: dal clima estremo al meteo estremo il passo è breve

Marzo 2023: dal clima estremo al meteo estremo il passo è breve

Possiamo ancora discutere sulle cause, antropiche o no, del riscaldamento globale climatico – anche se ormai la scienza il suo verdetto l’ha emesso a favore del primo caso, ma “ popperianamente ” mai dovrebbe credere di aver raggiunto una verità definitiva -, ma sul fatto che tale riscaldamento sia in atto e che al momento non si vedano segnali di rallentamento non ci possono più essere dubbi.

Marzo 2023: tra i mesi più caldi di sempre

Anomalie delle temperature: domina il segno positivo

In Asia le anomalie maggiori

Precipitazioni: chi troppo e chi niente

Temperature primi tre mesi

La grande novità di marzo: fine della Niña

Marzo 2023: tra i mesi più caldi di sempre

Marzo 2023 è l’ennesimo mese, il 47° marzo e il 529° mese consecutivo con una temperatura globale maggiore della media del XX secolo . Ma marzo 2023 ha raggiunto vette di caldo ben più importanti: con valori di +1,24°C per terre e oceani insieme e di + 2,26°C per le sole terre emerse rispetto alla media, è stato il secondo mese di marzo e il terzo mese in assoluto con la maggiore anomalia positiva di temperatura, preceduto solo dai mesi di febbraio e marzo 2016.

Anomalie delle temperature: domina il segno positivo

L’Asia ha trainato in alto le anomalie globali con valori molto superiori alla norma in tutta la parte centrale del continente, ma è stat o molto cald o anche l’estremo settentrione e il lembo nord-orientale del Nord America, il “cono sud” dell’America meridionale e l’Antartide . Anomalie positive si sono verificate anche in quasi tutta l’Europa e l’Africa e in buona parte dell’Australia.

Le anomalie più negative si sono invece registrate nella zona centro-occidentale del continente nordamericano e, in misura minore, in Brasile, in Islanda e nell’estremo nord scandinavo.

Anche gli oceani hanno avuto anomalie prevalentemente positive, con poche zone in controtendenza.

In Asia le anomalie maggiori

Scendendo maggiormente nel dettaglio, l’Asia ha avuto il secondo marzo più caldo della storia dopo quello del 2008, con anomalie di oltre 4°C superiori alla media . Diverse zone del Giappone hanno avuto il marzo più caldo della loro storia.

In Africa e Sud America è stato il 4° marzo più caldo, sempre a partire dal 1850. In Argentina è stato il più caldo dal 1961. In Europa è stato il 10° più caldo , con differenze tra i diversi paesi europei: in Spagna è stato il 2° più caldo, in Italia il 9°, ma in Gran Bretagna è allineato alla media dell’ultimo trentennio e in Islanda è stato, invece, il più freddo dal 1979 .

Precipitazioni: chi troppo e chi niente

Al livello di pressione di 500 hPa, cioè la quota alla quale si analizzano le zone di alta e bassa pressione, notiamo che tutto il continente euroasi a tico e il Nord Africa, all’incirca tra i 30 e i 45° di latitudine , è stato caratterizzato da una fascia di alta pressione che è stata la responsabile sia delle temperature anomalmente elevate che di precipitazioni ben al di sotto della media . In questa fascia è compresa anche l’Italia.

Più a nord, invece, dalla Gran Bretagna fino alla Siberia orientale, hanno dominato condizioni di bassa pressione e si sono avute precipitazioni superiori alla norma. Precipitazioni superiori alla norma si sono avute anche in California (da cui le note alluvioni) e nel Midwest degli USA.

Il 31 marzo 2023 è un giorno che non si scorderà facilmente negli Stati Uniti. Ben 110 tornado hanno toccato il suolo tra gli stati del Sud e del Midwest, causando enormi danni e la perdita di diverse vite umane.

Marzo è stato anche il mese del ciclone tropicale Freddy . Un ciclone da record, che dall’Australia ha attraversato tutto l’Oceano Indiano facendo landfall sul Madagascar e due volte sul Mozambico . Questo ciclone, nato come disturbo tropicale il 5 febbraio al largo dell’Australia nord-occidentale, si è rinforzato fino a diventare ciclone di categoria 5 (cioè la massima) ed è durato fino al 14 marzo, quando si è dissipato lungo le coste del Mozambico.

Temperature primi tre mesi

L’analisi delle temperature dei primi tre mesi indica che l’anno 2023 si piazza fino ad ora al 4° posto tra i più caldi e che che ci sono buone probabilità, secondo le analisi statistiche effettutato dall’ente statunitense della NOAA, che finisca tra i dieci più caldi.

Non è una notizia sorprendente, perché nove dei dieci anni più caldi si sono registrati negli ultimi dieci anni .

La grande novità di marzo: fine della Niña

Ma c’è una novità importante. Marzo 2023 è il mese in cui ufficialmente è terminato il lungo periodo di tre anni caratterizzato dalla presenza della Niña e si è tornati a una condizione neutra del ciclo ENSO (El Niño Southern Oscillation). E’ probabile, però, che si passi presto a una condizione di Niño, che non sarebbe una buona notizia per le temperature globali: l’epico Niño del 1998 diede infatti una spinta decisiva al cambio di passo del Global Warming. Dopo quell’anno, a livello climatico, niente è stato più come prima.