Potrebbe piovere tanto nel periodo che per l’Italia intera è il più asciutto dell’anno? A quanto pare si, può succedere. Nel 2018 la Sardegna è stata interessata da una serie di ondate di maltempo che hanno colpito soprattutto durante la stagione estiva. Si tratta di un fenomeno alquanto anomalo, considerando che in genere la Sardegna è caratterizzata da un clima secco e con piogge rare in estate.
Tuttavia, nel 2018 si è registrata una storica siccità sconfitta proprio durante la stagione estiva, con temporali che si sono protratti anche nei mesi successivi. Questo ha portato ad un eccesso di meteo estremo che ha colpito l’isola in maniera significativa.
In particolare, la Sardegna è stata interessata da una serie di ondate di maltempo eccezionali, che hanno causato danni e disagi alla popolazione e all’economia locale. Si sono verificati allagamenti, frane, smottamenti e danni alle infrastrutture, ai campi coltivati e alle attività turistiche.
Questi eventi hanno evidenziato la necessità di implementare misure di prevenzione e di mitigazione dei rischi legati ai fenomeni meteorologici estremi, in modo da proteggere la popolazione e l’ambiente circostante.
In sintesi, il 2018 è stato un anno caratterizzato da una serie di ondate di maltempo eccezionali in Sardegna, che hanno rappresentato un’anomalia rispetto al clima tipico dell’isola. Questi eventi hanno reso evidente la necessità di adottare misure di prevenzione e mitigazione dei rischi legati ai fenomeni meteorologici estremi, in modo da tutelare la popolazione e l’ambiente circostante.
L’Oceano Pacifico centrale sta attraversando un cambiamento significativo. Dopo tre anni di una Nina potente e ininterrotta, le temperature superficiali oceaniche stanno invertendo la rotta. Questo potrebbe segnalare una svolta per quanto riguarda le precipitazioni e la fine della siccità che ha colpito l’Italia e gran parte dell’Europa occidentale.
Come funziona il ciclo di Nina e Nino
Il ciclo di Nina e Nino è determinato dalla variazione delle temperature superficiali oceaniche del Pacifico equatoriale e viene influenzato dai venti costanti, noti come Alisei, che soffiano alle latitudini tropicali oceaniche. Durante la Nina, questi venti soffiano da est e causano l’aumento delle acque fredde e profonde in superficie, raffreddando la zona del Pacifico centro-occidentale e le coste peruviane e causando siccità persistente in queste zone.
Indice SOI: il barometro del ciclo Nina e Nino
Uno degli indicatori più importanti del ciclo di Nina e Nino è l’indice SOI (Southern Oscillation Index), che misura la differenza di pressione atmosferica tra Darwin, in Australia, e l’Isola di Tahiti. Con un valore positivo dell’indice SOI, la pressione a Tahiti è superiore a quella a Darwin e i venti forti orientali causano la formazione della Nina. Al contrario, con un valore negativo dell’indice SOI, si sviluppa il Nino.
Svolta per l’Italia?
L’indice SOI è finalmente sceso sotto lo zero dopo ben tre anni di stazionarietà, segnalando lo sviluppo del fenomeno opposto alla Nina. Se questa inversione di tendenza si tradurrà in un aumento delle precipitazioni, lo scopriremo nei prossimi mesi. Tuttavia, è improbabile che il gap di piogge possa essere colmato durante la stagione estiva mediterranea. Ma un cenno su ciò andrebbe fatto per la regione alpina, che invece vedrebbe forti piogge e temporali.
In ogni caso, è importante essere previdenti e continuare a risparmiare la risorsa idrica, anche in caso di piogge abbondanti, per garantire un futuro sostenibile. Le siccità potrebbero divenire più frequenti, al pari di piogge torrenziali.
Cosa è El Niño
El Niño è un fenomeno climatico che si verifica periodicamente nel Pacifico equatoriale e che ha un impatto significativo sul clima in tutto il mondo. Si verifica quando le acque superficiali del Pacifico equatoriale diventano più calde del normale, causando una riduzione della circolazione delle correnti oceaniche che alimentano i venti di trade. Questo fenomeno influisce sulla quantità di pioggia che cade sulla regione e sulla temperatura dell’aria, causando una serie di effetti climatici e meteorologici. El Niño è spesso associato a siccità in alcune regioni e a piogge intense e alluvioni in altre. Al contrario, il fenomeno opposto, chiamato La Niña, si verifica quando le acque del Pacifico equatoriale sono più fredde del normale e può causare effetti climatici simili, ma inversi.
Cosa è La Niña
La Niña è un fenomeno climatico che si verifica nell’Oceano Pacifico tropicale e che ha un impatto significativo sul clima globale. Il fenomeno della Nina si verifica quando le acque dell’Oceano Pacifico tropicale orientale diventano più fredde del normale, creando un’inversione del normale flusso di aria e acqua in questa regione.
Questo fenomeno si verifica in modo naturale e si manifesta con una diminuzione della temperatura superficiale del mare di almeno 0,5 gradi Celsius rispetto alla media storica. La Nina ha una durata di solito tra 9 e 12 mesi e si verifica in genere ogni 3-5 anni, ma può anche verificarsi ogni 2-7 anni.
Una durata di 3 anni è eccezionale, e comporta al moltiplicarsi dei suoi effetti su scala globale. Infatti, La Niña ha un impatto significativo sul clima globale, con l’aumento delle precipitazioni in alcune aree, la diminuzione delle precipitazioni in altre aree, l’aumento dei cicloni tropicali nell’Oceano Pacifico occidentale e la diminuzione dei cicloni tropicali nell’Oceano Atlantico. Gli effetti della Nina variano in base alla sua intensità e alla sua durata. Ma ribadisco, una durata di 3 anni fa dei danni che si notano in tutto il Pianeta.
El Niño
El Niño produce fenomeni opposti, ed è pur vero che questi sono modesti in Italia, ma andrebbero a stoppare un disequilibrio che si è creato all’incirca due anni fa, quando sarebbe stato tempo di avere La Niña in attenuazione, e ciò ha estremizzato le condizioni meteo anche in Europa ed in Italia.
Non vi è certezza alcuna che torni a piovere con l’avvento di El Niño, ma si presumo si realizzerà un significato cambiamento della circolazione atmosferica generare, e perciò a condizioni meteo più normali, quantomeno in ambito pluviometrico.
