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Non si può certo affermare che le precipitazioni verificatesi nel corso degli ultimi giorni siano servite a mettere fine alla pesantissima siccità che attanaglia molte zone d’Italia e in modo particolare le regioni settentrionali.
Le condizioni meteo climatiche, al momento, non sono ancora orientate decisamente verso perturbazioni costanti e consistenti. D’altronde la primavera capricciosa, lo sappiamo fin troppo bene, ragion per cui è difficile poter assistere a una classica sfilata di perturbazioni atlantiche come fossimo in autunno.
Che poi se ci pensate bene negli ultimi anni, per non dire negli ultimi decenni, anche durante la stagione autunnale le classiche perturbazioni oceaniche si sono viste col contagocce. Spesso e volentieri siamo stati preda di sbalzi di umore imponenti da parte della circolazione atmosferica, con fasi estremamente miti o addirittura calde anticicloniche prevalenti.
La siccità, quindi, è qualcosa che arriva da lontano. È un’eredità di anomalie meteo climatiche che si susseguono ormai da chissà quanto tempo. A mancare non è soltanto la pioggia ma anche la neve, della quale sicuramente ci sarebbe ancora più bisogno perché rappresenta una fonte d’acqua di vitale importanza.
Cosa accadrà da qui all’estate? Diciamo questo, la nostra idea è che soprattutto la prima parte della primavera possa effettivamente portarci delle ondate di maltempo imponenti e con precipitazioni altrettanto consistenti. Occhio soprattutto all’ultima parte di marzo e del mese di aprile, ma anche maggio potrebbe avere il suo perché in termini di piogge.
Sappiamo soltanto che in questo momento deve piovere, non c’è via d’uscita. È una necessità meteo impellente e speriamo che presto venga soddisfatta. (METEOGIORNALE.IT)
