
(METEOGIORNALE.IT) Un pianeta troppo grande rispetto alla sua stella. Eppure orbita! Ciò sta mettendo in discussione le attuali teorie sulla formazione dei giganti gassosi. Esso risulta di dimensioni simili a Giove ed è stato individuato per la prima volta dal telescopio spaziale TESS della NASA.
La sua scoperta è stata poi confermata da diversi osservatori sulla Terra, in uno studio internazionale, guidato dall’americana Carnegie Institution e pubblicato sulla prestigiosa rivista The Astronomical Journal.
I dettagli
La coppia, formata dalla nana rossa TOI-5205 e dal suo pianeta TOI-5205b, è davvero male assortita, ma costituisce un perfetto soggetto per osservazioni più approfondite da parte del telescopio spaziale James Webb. Il pianeta ruoterebbe attorno alla sua nana, appena più grande di lui. Ma com’è possibile?
Le nane rosse, più piccole e fredde del nostro Sole, sono le stelle più comuni della Via Lattea. Sebbene ospitino in linea generale un numero maggiore di pianeti rispetto ad altri tipi di stelle più massicci, le modalità con cui si formano le rendono candidate davvero difficili per avere un supergigante
Ecco come nascono i pianeti
I pianeti nascono nel disco di gas e polvere che circonda le neonate stelle. La teoria sulla formazione di quelli gassosi richiede che circa dieci masse terrestri di materiale roccioso si accumulino a formare il nucleo. Solo così, attorno a esso, si addensano poi grandi quantità di gas.
Tramite questo, però, il tempismo è fondamentale. Facciamo appunto un esempio. All’inizio, se non c’è abbastanza materiale roccioso intorno alla stella, il pianeta non si riesce a formare. E lo stesso accade se, nella fase finale, il disco evapora troppo presto.
Ma qui l’incongruenza. TOI-5205b è riuscito a originarsi nonostante queste grosse limitazioni. In altre parole: se ci basiamo sulle conoscenze attuali, non sarebbe dovuto nascere! Eppure c’è ed è vivo e vegeto. Che sia l’inizio di una nuova era di conoscenza dei sistemi stelle-pianeti? (METEOGIORNALE.IT)
