(METEOGIORNALE.IT) Laghi e fiumi intasati dalla plastica? Una terribile realtà! Ma adesso c’è una soluzione. Arriva WasteShark, lo squalo mangia rifiuti che promette di ripulirli. Ma vediamo insieme i dettagli.

Che cosa è e come funziona
Sperimentato per la prima volta sul Tamigi, il noto fiume di Londra, basti pensare che può ingerire fino a 500 chili di plastica al giorno. Non è una bella cosa? Il tutto è affidato all’occhio vigile di un robot, intelligente e programmabile, piuttosto che alle braccia operose dei volontari dell’ambiente (lodevoli, sia chiaro!).
Per ora è solamente un prototipo e la traduzione italiana è “Squalo dei rifiuti“. Esso è una specie di aspirapolvere acquatico, che riesce a identificare, raggiungere e catturare tutti i rifiuti che galleggiano sul pelo dell’acqua.
Oltretutto, riesce a distinguere i pesci dai rifiuti, ha delle pale che purificano l’acqua ed tutto automatico! Basta metterlo in posizione, accenderlo e lasciarlo andare finché la batteria, che dura all’incirca 8 ore gli darà energia, fa tutto da solo, senza supervisione umana.
Come lavora
Una volta pieno, ha un sensore che indica che non c’è più spazio e pertanto ritorna alla base per svuotare il suo carico. Poi riprende il largo e riprende altri rifiuti. Basti pensare che, alla fine di una giornata di lavoro, questo curioso WastShark può riuscire a eliminare fino a 5oo chili di detriti, l’equivalente di oltre 21 mila bottiglie!
Insomma una soluzione geniale? Si, ma fino a un certo punto. E ora vi diciamo i motivi.

Non è la soluzione a ogni male
Ovvio, non è la soluzione a ogni male. A parte che servirebbero decine di migliaia in tutto il mondo, ma il problema è un altro. Non riesce a filtrare le micro e le nano plastiche, che più temute e invisibili, ma che si annidano nel profondo del corpo umano. Esse penetrano nella catena alimentare e sono praticamente indistruttibili. Inoltre, la vera soluzione al problema è…non buttare plastica in mare, punto! (METEOGIORNALE.IT)
