
(METEOGIORNALE.IT) Il Ciclone Freddy sta sorprendendo sempre più i meteorologi che ne hanno studiato l’evoluzione fin dagli inizi.
Freddy infatti si è formato oltre un mese fa a nord ovest delle coste dell’Australia, ed ha attraversato tutto l’Oceano Indiano in linea retta, giungendo sul Madagascar, in pratica attraversando circa 10 mila chilometri di mare, raggiungendo la Categoria 5 di intensità (la massima nella scala degli uragani), la prima tempesta a farlo nel 2023.
Si è formato esattamente il 6 Febbraio scorso, circa 15 giorni prima dell’arrivo sul Madagascar, dove si è sfogato ed ha poi attraversato il mare che lo separava dal Mozambico, rigenerandosi ulteriormente e causando piogge dell’ordine dei 500 mm in alcuni giorni.
Sono state in tutto 14 le vittime causate dal Ciclone, 7 in Mozambico ed altre 7 in Madagascar.
Ma non è finita qui, in quanto Freddy si è di nuovo rigenerato sul tratto di mare tra Mozambico e Madagascar, ripercorrendo la sua traiettoria in modo retrogrado, e tornando diretto verso l’Isola, dove sono previsti picchi di precipitazione di circa 150-200 mm di pioggia in 72 ore.
Da qui, poi, come un vero flipper, tornerebbe indietro verso ovest, dirigendosi verso il Mozambico e raggiungendo di nuovo l’intensità 1 nella scala di intensità dei Cicloni.
Freddy è stato il primo Ciclone ad avere superato i 31 giorni di vita, che è il record stabilito dall’Uragano John che attraversò l’Oceano Pacifico nel 1994, e si prevede che possa durare in vita per un’altra settimana.
Freddy inoltre ha raggiunto il record di ACE per l’emisfero meridionale (Accumulated Cyclone Energy), una stima dell’energia totale sviluppata da questo tipo di tempesta.
Ancora una volta, le proiezioni modellistiche indicherebbero precipitazioni dell’ordine dei 500-600 mm sulle coste del Mozambico e verso le zone interne.
Nel frattempo è allarme per il nuovo Ciclone tropicale Kevin, formatosi lo scorso 1 Marzo, e diretto verso le Isole Vanuatu, che si trovano a nord est dell’Australia. (METEOGIORNALE.IT)