
(METEOGIORNALE.IT) Il 1° gennaio 1985 la grande ondata di gelo è ancora in formazione, ma l’analisi dell’atmosfera ad alta quota mostra i primi spunti interessanti. Infatti, alle quote alte dell’atmosfera si valuta più chiaramente l’evoluzione meteo. In particolare, lo studio dei moti atmosferici alla quota di pressione di 500 hPa, in inverno posta a circa 5500 metri, fa capire bene lo spostamento delle masse d’aria calde e fredde.
A tali quote le masse d’aria sono libere di muoversi senza subire attrito col suolo e senza essere ostacolate dalle catene montuose come le Alpi, che con i loro 4000 metri di altezza, costituiscono un importante blocco alle correnti aeree dei bassi strati.

Alle ore 00 UTC del 1° gennaio (l’una di notte in Italia), a 500 hPa si vede la “spinta” verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre, che si espande dalle coste spagnole verso l’Islanda, congiungendosi con l’Anticiclone Polare che è posto a latitudini altissime.
Anche al livello del mare, notiamo la forte espansione, supportata anche in quota, dell’Anticiclone Atlantico verso nord, tale da formare un blocco completo alla normale circolazione occidentale.

Tra il Mar Ionio e l’Egeo insiste una depressione mediterranea, mentre una seconda zona di bassa pressione è presente sul Mare del Nord. Tale vortice freddo, che a 500 hPa misura una temperatura di -36°C, è ben evidenziato dall’immagine satellitare.

In Italia, infiltrazioni fredde riescono a passare l’Arco Alpino, portandosi sul settore nord-orientale.
Un fronte situato tra Abruzzo e Campania divide nettamente il settore dell’aria fredda da quello dell’aria calda ancora presente al Sud e genera una zona di forte maltempo sulla Basilicata.
Sulla Francia incombe il fronte freddo con una isoterma di -5°C estesa dal Golfo di Biscaglia alla Danimarca.
Si tratta, per ora, di una irruzione di aria artica marittima, solo un’avvisaglia del grande gelo incombente. (METEOGIORNALE.IT)
