
(METEOGIORNALE.IT) Una grande ondata di gelo è sempre preceduta da ampi indizi ed eventi propedeutici con grande anticipo? L’ondata di freddo e neve del Gennaio 1985 dimostra che non è così. Il gelo può giungere inaspettato ed essere previsto solo con pochi giorni di anticipo. Così accadde quell’Inverno, quando la prima parte del mese di Dicembre fu decisamente anonima e senza alcuna ondata di freddo degna di nota.

Torniamo indietro nel tempo con questa breve cronaca.
1 dicembre: grandi gelate sul Mar Caspio, clima relative mite sull’Italia, l’Europa occidentale e la Scandinavia. Depressione sul Mediterraneo centrale.
2 dicembre: ulteriore riscaldamento sulla Scandinavia, per effetto di un’avvezione calda proveniente dall’Italia. Raffreddamento sull’Italia nord occidentale con lieve irruzione fredda sulla Spagna dietro il passaggio di un fronte freddo.
3-4 dicembre: il tempo diventa perturbato sul centro-sud dell’Italia, dove agisce una depressione mediterranea. La depressione mediterranea, nello sfaldarsi, si estende a buona parte dell’Italia, senza raggiungere il Nord. Sulle Alpi innevate il 4 dicembre 1984 c’è il sole.
5-6 dicembre: la depressione mediterranea si attenua, la pressione atmosferica sull’Italia aumenta, ed il meteo ritorna buono su tutto il paese. Una debole perturbazione atlantica avanza verso l’Europa occidentale.
7-8 dicembre: bel tempo su tutta Italia, nubi stratificate si addensano sulle Alpi settentrionali per il passaggio di un debole fronte atlantico. Nubi sparse si possono rilevare sulle coste ioniche, lievi addensamenti sulla Sicilia meridionale e l’Abruzzo. Nuvolosità sparsa interessa la Spagna, dove si segnalano piogge. Un fronte atlantico raggiunge le Isole Britanniche.
9 dicembre: la depressione d’Islanda resta lontano dall’Italia, dove il regime anticiclonico determina bel tempo, con scarsissimi annuvolamenti in passaggio sul Centro Italia e la Sardegna. Nubi stratificate si addensano sulla Spagna, mentre sulle Isole Britanniche transita una debole perturbazione. Una seconda perturbazione interessa l’Europa centrale, ma la sua parte più attiva solo la Scandinavia.
10 dicembre: la perturbazione atlantica in transito sull’Europa centrale si porta sui Balcani; in Italia il tempo resta in prevalenza sereno. Addensamenti nuvolosi sono segnalati tra alto Veneto e Trentino, in Calabria e nel Nord della Sicilia, a causa del transito di un fronte freddo diretto dalla Scandinavia verso i Balcani.

Tra il 10 e il 15 Dicembre un sensibile raffreddamento interessò la Russia, specie la regione a Est degli Urali, ma con un nucleo freddo isolato anche nella regione di Mosca.
Estese formazioni nebbiose o di nubi basse, tipiche delle alte pressioni, derivanti dall’elevato tasso di umidità al suolo, interessarono la Francia e la valle dell’Ebro in Spagna.
Nuova crisi il giorno 14 dicembre, con precipitazioni sulle Venezie e le Marche. Il 15 dicembre, invece, correnti instabili mediterranee portarono aumento della nuvolosità sulla Sardegna e sulle regioni nord-occidentali e piogge sulla Spagna.
Ma più in generale, sull’Europa centro-occidentale, Italia compresa, si manifestò una rimonta di masse d’aria più mite, con scarsi annuvolamenti. Era presente una vasta area di Alta Pressione di origine subtropicale, mentre erano assenti sia le correnti atlantiche che l’Alta Pressione russa.
Insomma, la prima parte dell’inverno si presentò statica, nulla faceva presagire gli eventi rigidissimi del mese successivo, preceduti da una prima ondata di freddo e neve nel periodo natalizio. Ma la sorpresa era dietro l’angolo e colse impreparati i più famosi meteorologi dell’epoca.
https://meteogiornale.it/2023/01/meteo-notizia/reportage-meteo-clima/meteo-la-piu-grande-ondata-di-freddo-degli-ultimi-50-anni/ (METEOGIORNALE.IT)
