Fare una previsione meteo di neve a Torino è divenuto complicato, ciò perché prevalgono negli ultimi anni il transito di perturbazioni provenienti da occidente, e queste si sa che durante la stagione invernale vengono ostacolate dall’arco alpino, e in città le precipitazioni sono totalmente assenti oppure effimere come intensità.
Anche la nevicata che c’è stata a dicembre è stata abbastanza modesta, proprio perché sono mancate le precipitazioni persistenti e copiose. Tuttavia, Torino si è imbiancata e ha visto la neve. È a quanto pare, sulla base delle previsioni anche a buona affidabilità, questa potrebbe tornare a metà settimana, già forse martedì, quando transiterà una perturbazione che favorirà la caduta di neve in città. Per ora si parla di circa 5 cm circa di accumulo, ma vedremo con i prossimi aggiornamenti e ultimi dati, maggiori informazioni sull’evento meteo.
Ciò che appare interessante e che nei giorni successivi la temperatura rimarrà abbastanza bassa, con gelate notturne, cielo nuvoloso, insomma clima rigido, peraltro con ulteriori apporti di aria fredda. Inoltre, nel periodo successivo si potrebbe verificare una fase di alta pressione che andrebbe a comprimere l’aria nei bassi strati e favorire quella che viene detta inversione termica. Ciò non porterà la neve, bensì foschie dense, nebbie e temperature alquanto rigide.
Si formerà quello che viene chiamato cuscinetto di aria fredda. Questo strato di aria fredda non è affatto inutile, infatti quando poi transiteranno delle perturbazioni, l’area di Torino si troverà in una situazione tale che queste perturbazioni apportino precipitazioni nevose sino alla città.
Al momento non abbiamo dati precisi sul transito delle prossime perturbazioni, però entro fine mese ci sono i segnali che nuovi fronti perturbati possano transitare, e che quindi su Torino possa nuovamente nevicare.
C’è quindi la possibilità che Torino possa vedere diverse altre giornate di neve già in questo mese di gennaio. Inoltre, per febbraio si profila una sorta di sconquasso nella circolazione atmosferica generale, con la possibilità che giunga ulteriore aria fredda, r che sul Mediterraneo si formino aree di bassa pressione che poi spingano perturbazioni precipitazioni verso nord, e in quel caso sarebbe neve forse anche ben più abbondante.
Ovviamente questo aspetto diventa teorico, anche se si basa su dati prospettati dai modelli matematici, e quindi vi suggeriamo di seguire gli aggiornamenti quotidiani.
