(METEOGIORNALE.IT) Continua la nostra rassegna di articoli dedicati a quel gran gelo che si ebbe nel gennaio 1985, i giorni che stiamo analizzando precedono una grande nevicata. Ma già erano in atto situazioni di grave emergenza dovuta alle forti nevicate cadute sulla Penisola e le Isole Maggiori, fin sino le coste, soprattutto in Sardegna. Inoltre, troverete persino notizie sugli allagamenti causati dai fiumi gelati.
Parlare del gennaio 1985 ha la finalità, soprattutto in un’epoca di cambiamenti climatici come quelli che stiamo vivendo, di raffinare l’attenzione sugli eventi meteo estremi, in quanto la scienza continua a sostenere che nel futuro si manifesteranno con una maggiore intensità rispetto al passato, forse con durata più breve (ma non è detto), e molto probabilmente con situazioni improvvise, definite spesso esplosive. In questi giorni le nostre cronache vi hanno narrato dal grande gelo improvviso che ha raggiunto l’Asia centrale, dove la temperatura in poche ore è crollata di 30 °C. Vi abbiamo parlato di nevicate record, di freddo. Ma vi stiamo che parlando di gran caldo, di anomalie dovute sia alle fluttuazioni del clima che anche ai cambiamenti climatici.
Il gran freddo del 1985 che si ebbe in quel gennaio ha dei tempi di ritorno che furono calcolati tra i 30-50 anni, ma oggi con il cambiamento del clima non è possibile avere più di riferimenti temporali, essendo il clima praticamente come impazzito, preludio di un peggio che avverrà nel futuro con un aumento ulteriore della temperatura globale.
È evidente che questo non è un articolo di previsioni meteo. La rubrica dedicata a questi approfondimenti è infatti quella dei reportage meteo e clima. Qui troverete numerosi altri articoli relativi all’evento meteo estremo dal 1985 e diversi altri.
Vi lasciamo alla lettura di cosa avvenne in quello straordinario periodo 1985.

9 gennaio 1985: una tranquilla giornata interlocutoria… nevica in mezza Italia!
Si può definire interlocutoria una giornata in cui nevica su mezza Italia, fino a Napoli e in Sardegna e le temperature in Val Padana scendono fino a oltre 10 gradi sotto zero? Durante quell’incredibile ondata di gelo del 1985, il 9 gennaio lo potremmo proprio definire così, considerando cosa sarebbe successo i giorni successivi.
Tuttavia, tutto il Sud fa i conti col maltempo e diffuse nevicate, a causa dello spostamento verso meridione della massa d’aria fredda e perturbata.
Al suolo è presente una depressione centrata tra Lazio, Campania, Molise e nord Puglia, che richiama forti venti freddissimi da settentrione.

L’isoterma di -10°C al livello di pressione di 850 hPa (circa 1350 metri di altezza) ingloba tutto il Nord Italia; la -6°C copre tutta la Sardegna e il Centro Italia; la -5°C arriva in Campania e nel nord della Puglia. In tutte queste zone, se ci sono precipitazioni, si tramutano in neve fino in pianura. Tutta l’Italia, compresa la Sicilia, a tale quota, è sotto lo zero.

Nevica ancora, infatti, a Roma (uno-due centimetri), e stavolta anche a Napoli (una decina di centimetri nei quartieri alti), nuovamente ad Ischia, nel salernitano e nel Cilento. Nevica su tutta la Basilicata. L’Aquila è semiparalizzata per la caduta di mezzo metro di neve. 50 cm di neve cadono anche sull’Umbria.
In Veneto cadono nella notte da 10 a 25 centimetri di neve su tutta la pianura, Venezia compresa.
E’ il giorno, anche, della grande nevicata in Sardegna: tutta l’Isola viene coperta di neve. A Cagliari non nevicava con una certa abbondanza dal 1960; a Carloforte da 50 anni.
Situazione drammatica a Firenze, semiparalizzata. Il volterrano e l’alta Val di Cecina sono sommersi da 80 cm di neve. Ancora più drammatica è la situazione a Bologna dove nevica senza sosta da 36 ore.
Le temperature minime e massime in Italia mostrano locali contenuti rialzi rispetto ai due giorni precedenti, ma rimangono gelide: Bolzano -12/2,2°C, Torino -12/0°C, Milano -11,2/-5,5°C, Trieste -7,1/-3,9°C, Bologna -8/-4,8°C, Genova -3,2/2,9°C, Firenze -3/-0,6°C, Perugia -7,5/0°C, Ancona -5,3/-2°C, L’Aquila -11/-2°C, Pescara -5/+3°C, Roma -4/4°C, Campobasso -5/-2,4°C, Potenza -4/-1°C, Napoli -1/5°C, Alghero 0/5°C, Cagliari 0/3°C.
Anche nel resto d’Europa continua il grande gelo. In Francia si toccano di nuovo i -35°C nel Jura, mentre la Costa Azzurra, da Nizza a Cannes, è semiparalizzata dalla neve caduta copiosa il giorno precedente e rimasta al suolo a causa delle gelide temperature (fino a -12°C a Cannes!).
Anche in Spagna si verificano abbondanti nevicate e il ghiaccio copre le strade. Come in Italia si va con la memoria al 1956 per trovare situazioni paragonabili. Gerona, in Catalogna, precipita a -13°C.
In Belgio, si ferma l’attività della grande fabbrica di acqua minerale a Spa perché le bottiglie gelano durante il trasporto. Manca il gesso negli ospedali: troppe fratture per scivoloni sulla neve ghiacciata!
Trenta centimetri di neve cadono a Bucarest; maltempo con neve e gelo colpiscono in pieno anche la Jugoslavia.
Ma c’è il rovescio della medaglia: in Groenlandia, Nuuk, la capitale più fredda del mondo, tocca una temperatura massima di 9,6°C e non scende sotto lo zero nemmeno di notte: si tratta di valori tra 10 e 15 gradi superiori alle medie mensili.
In Svizzera, si raggiungono -20°C a Ginevra e -25°C a Zurigo. In quasi tutto il resto d’Europa assistiamo a un lieve addolcimento delle temperature rispetto ai giorni precedenti e… anche a quelli che verranno. Credevate che il freddo fosse finito qui?

