Il National Weather Service classifica come bufera di neve la precipitazione nevosa che soffia o cade con venti di almeno 56 km per almeno tre ore. Queste condizioni generalmente producono una quantità significativa di neve e causano una visibilità ridotta a meno di 500 metri.
La neve che cade e viene sollevata dal vento può portare a condizioni di whiteout in cui il cielo, il terreno e i punti di riferimento appaiono completamente bianchi e indistinguibili, essenzialmente non c’è visibilità. Il fenomeno di neve sollevata dal vento in italiano è chiamato scaccianeve.
Lo scaccianeve alto è una forma di bufera di neve che verifica con temperatura sotto gli zerogradi, quando la neve già caduta viene sospinta da venti molto intensi, e può avvenire anche con cielo sereno. Questo fenomeno è pressoché assente in Val Padana, ma si può assistere in Appennino, e a volte nelle basse quote dell’Adriatico, e comunque laddove soffiano fortissimi venti.
In Italia, la bufera di scaccianeve si sviluppa quando aria molto fredda si sposta attraverso una regione, causando un rapido calo delle temperature e un veloce aumento dei venti, in genere con con raffiche maggiori a 70 km orari.
La bufera di scaccianeve ricopre di neve le strade precedentemente pulite dallo spazzaneve, accumulando anche enormi e improvvise quantità di neve ostacolando il traffico. Questo avviene soprattutto in montagna e in particolare su aree particolarmente esposte delle Alpi italiane e in Appennino, ma anche nei rilievi di Sardegna e della Sicilia.
In Italia le peggiori bufere di neve si osservano nel settore adriatico dell’Appennino, quando il vento freddo che viene dai Balcani si umidifica e genera una condizione atmosferica chiama l’ASES, ovvero l’Adriatic Sea-Effect Snow.
Questo è un fenomeno atmosferico con analogie con il tremendo Lake Effect Snow dei Grandi Laghi americani, per dire, quello che ha causa le terribili tempeste di neve su Buffalo. È un fenomeno meteorologico di natura convettiva che addensa nubi nelle coste adriatiche italiane che risalendo i rilievi rilasciando enormi quantità di neve.
I record mondiali di neve nelle 24 ore sembrano essere stati quelli dell’Appennino tra Abruzzo e Molise, oltre 3 metri di accumulo, anche se andrebbe sottolineato che in nessun caso si tratta di misurazioni ufficiali come avviene, per esempio, in Giappone, dove accade un fenomeno analogo.
